Dagli Atti degli Apostoliย At 1,1-11
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
Nel primo racconto, o Teรฒfilo, ho trattato di tutto quello che Gesรน fece e insegnรฒ dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrรฒ a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinรฒ loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere lโadempimento della promessa del Padre, ยซquella โ disse โ che voi avete udito da me: Giovanni battezzรฒ con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santoยป.
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: ยซSignore, รจ questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?ยป. Ma egli rispose: ยซNon spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderร su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarรฌa e fino ai confini della terraยป.
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quandโecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: ยซUomini di Galilea, perchรฉ state a guardare il cielo? Questo Gesรน, che di mezzo a voi รจ stato assunto in cielo, verrร allo stesso modo in cui lโavete visto andare in cieloยป.
La consacrazione di Cristo e della Chiesa
Lโevangelista Luca richiama la prima parte della sua opera nella quale ha narrato la missione di Gesรน presentandola come un ยซesodoยป iniziato col Battesimo nel fiume Giordano e culminato con lโingresso nel cielo. La seconda parte dellโopera di Luca si concentra sul cammino e la missione della Chiesa che รจ pure un ยซesodoยป. I racconti di Lc 24 e quelli di At 1 sono sovrapponibili; i due angeli vestiti di bianco, il Risorto che istruisce i discepoli, lo stare a mensa e lโessere sottratto allo sguardo sono punti di contatto tra le due versioni degli eventi pasquali. Ciรฒ che in Lc 24 si svolge nel ยซterzo giornoยป, in At 1 avviene in 40 giorni. Questo รจ un numero simbolico e sta ad indicare che la Pasqua di Gesรน ha inaugurato un tempo nuovo nel quale i suoi discepoli sono chiamati ad essere protagonisti di questo rinnovamento. Si tratta non solo di imparare a gestire lโepoca del cambiamento ma di vivere a pieno il cambiamento di epoca, ovvero a lasciarsi convertire dalla Parola per essere testimoni credibili del Vangelo e operatori di Veritร .
In Lc 24 Gesรน si mostra vivo ai suoi discepoli riuniti nel cenacolo. Ad essi rivolge lโinvito ad attendere lโinvestitura dello Spirito Santo per essere nel mondo testimoni della misericordia di Dio che trasforma il cuore degli uomini e li rende costruttori del Regno.
Oggetto dellโinsegnamento di Gesรน รจ il Regno di Dio, ovvero la regalitร esercitata da Dio mediante Cristo e la Chiesa. Con la sua ascensione, la Chiesa non prende il posto di Gesรน, ma Gesรน prende posto nel cuore della Chiesa. Lo Spirito Santo fa della Chiesa, che si riunisce per ascoltare la Parola e che esce in missione per annunciarla al mondo, il suo Regno di Dio, il segno visibile del Re che viene a visitare il suo popolo.
Il modo con cui Luca narra lโascensione si ispira al โrapimentoโ di Elia in 2Re 2, 9-15. In questo racconto si sottolinea che la missione del profeta culmina con lโelevazione in cielo che sta a significare la sua santificazione e la conseguente separazione dal mondo. Eliseo per il fatto di aver visto il suo signore salire al cielo riceve con il suo mantello anche lo spirito profetico che gli aveva chiesto. Il discepolo di Elia continua lโopera del profeta. Tra i due racconti ci sono delle analogie ma anche delle differenze sostanziali. Gesรน non รจ stato โrapitoโ in cielo separandosi dal mondo. Con la risurrezione il Padre lo ha strappato dalla morte per consacrarlo re e sacerdote. Come tale egli, salendo al cielo, estende la sua signoria sui discepoli, i quali ricevono il dono dello Spirito per essere santificati e inviati in missione. Lo Spirito santo non รจ solo garante della continuitร tra lโopera di Cristo e quella dei suoi discepoli, ma รจ artefice dellโopera di Cristo in quella dei discepoli. Lโelevazione di Gesรน in cielo e la sua consacrazione regale e sacerdotale coincide con la santificazione dei discepoli per opera del medesimo Spirito affinchรฉ ยซvenga il Regno di Dioยป.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesรฌni (Ef 1,17-23)
Lo fece sedere alla sua destra nei cieli.
Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesรน Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua ereditร fra i santi e qual รจ la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo lโefficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestรฒ in Cristo,
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quando lo risuscitรฒ dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
essa รจ il corpo di lui,
la pienezza di colui che รจ il perfetto compimento di tutte le cose.
San Paolo invoca sulla Chiesa di Efeso il dono dello Spirito Santo affinchรฉ, animata e rafforzata della sua energia, possa sperimentare in sรฉ stessa la potenza dellโAmore di Dio che fa passare dalla morte alla vita. Come Cristo รจ stato risuscitato e liberato dai vincoli della morte per essere intronizzato nei cieli e ricevere il potere regale sul mondo intero, cosรฌ la Chiesa, ricolmata dallo Spirito di ogni virtรน, diviene nel mondo presenza visibile del regno di Dio. Ciascun membro della Chiesa, in virtรน del battesimo, viene santificato e riceve lo Spirito affinchรฉ possa essere testimone della misericordia di Dio con la sua vita spesa, come quella di Gesรน, a servizio del Vangelo. In tal modo rivela a tutti la vocazione comune alla santitร , intesa come comunione piena ed eterna con Dio e i fratelli.
โ Dal Vangelo secondo Matteoย (Mt 28,16-20)
A me รจ stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesรน aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi perรฒ dubitarono. Gesรน si avvicinรฒ e disse loro: ยซA me รจ stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciรฒ che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondoยป.
Contesto
Siamo alle ultime battute del racconto fatto da Matteo allโindomani degli eventi della Pasqua di Gesรน narrati negli ultimi tre capitoli. La scena si svolge in Galilea e piรน precisamente, sul monte che Gesรน aveva indicato. Infatti, subito dopo lโultima cena Gesรน era uscito verso il monte degli Ulivi dove aveva annunciato la sua imminente passione. Lโaveva presentata come il compimento della Scrittura che dice: ยซPercuoterรฒ il pastore e saranno disperse le pecore del greggeยป (Zc 13,7). Tuttavia, Gesรน annuncia anche la sua risurrezione dando appuntamento ai suoi apostoli in Galilea (Mt 26,30-32). Quella di Gesรน suona come una promessa che mira a rassicurare i discepoli dopo il tragico annuncio della sua e loro passione. La passione sofferta dal pastore porterร a quella della dispersione subita dal gregge; tuttavia, la novitร della risurrezione ricomporrร lโunitร dei discepoli attorno al loro Maestro. Gesรน era consapevole che, sottoponendosi alla croce, sarebbe diventato motivo di scandalo, innanzitutto per i suoi discepoli. Pietro, infatti, sarร il primo a rinnegarlo. I discepoli non comprendono โ come avrebbero potuto! – che nel dramma della passione, in cui un innocente viene fatto oggetto di scherno e viene barbaramente ucciso, era allโopera Dio, il quale, proprio attraverso la sofferenza della croce, costituisce Capo e Pastore dโIsraele quel Gesรน di Nazaret che finalmente si rivela come lโEmmanuele, il Dio-con-noi. Gesรน, citando direttamente la Scrittura, non solamente vuole presentare gli eventi drammatici della passione quale compimento della Parola di Dio e sรฉ stesso quale servo obbediente alla volontร del Padre, ma rivela chiaramente agli apostoli di vivere quei momenti con piena consapevolezza e libertร . Egli non subisce la storia che sembra relegarlo al ruolo di vittima dellโingiustizia e della prevaricazione, ma si assume lโonere di testimoniare il suo amore a Dio e agli uomini affrontando la passione con coraggio e speranza, certo che lโultima parola sarebbe stata affidata alla Vita. Quella di Gesรน รจ una parola di speranza che nasce dalla certezza che Dio รจ sempre al suo fianco, non per risparmiargli la sofferenza ma per risollevarlo dalla morte. Tale speranza รจ credibile perchรฉ รจ confermata dalla storia. Molti sono stati testimoni della passione e morte di Gesรน, ma nessuno della sua risurrezione.
Il racconto evangelico non si conclude con la scoperta della tomba vuota. Il sepolcro aperto, senza la parola dellโangelo che evangelizza le donne, sarebbe un segno ambiguo. Cโรจ chi rifiuta di accettare quella novitร sconvolgente e si fa portavoce della menzogna e chi, invece, accoglie la parola e si lascia coinvolgere nella missione di, non solo narrare ciรฒ che รจ stato visto e ascoltato, ma anche trasmette il messaggio loro consegnato. Le donne non sono solo le prime testimoni, ma soprattutto le prime evangelizzatrici. Esse sono missionarie del primo annuncio: Gesรน di Nazaret, che era stato crocifisso e sepolto, รจ risorto, รจ di nuovo in mezzo a noi come pastore che riunisce il suo gregge disperso. Questo messaggio รจ ribadito due volte, posto sulla bocca dellโangelo evangelizzatore, che rappresenta la Voce di Dio (Mt 28, 5-7) e su quella del Risorto che va incontro alle donne (Mt 28, 10). Il gregge รจ innanzitutto la comunitร dei suoi discepoli che Gesรน chiama ยซmiei fratelliยป (Mt 28,10).
ยซGli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesรน aveva loro indicatoยป
Il contesto del racconto della Pasqua ci aiuta a comprendere quello nel quale รจ inserito lโultimo insegnamento di Gesรน che, a ben vedere, richiama il primo fatto dal Maestro, pronunciato anchโesso sul monte della Galilea (Mt 4,12. 18. 23. 25; 5,1). ร interessante notare che lโevangelista Matteo insiste sul fatto che Gesรน inizia la sua missione evangelizzatrice dalla Galilea, zona periferica rispetto a Gerusalemme e terra di confine con i territori abitati dagli stranieri. Gesรน sceglie di abitare a Cafarnao, sulle rive del Mare di Tiberiade, snodo importante della via commerciale in cui avvenivano scambi di merci ma anche di culture. ร sulle rive del mare di Galilea che avviene la prima chiamata e lโinvito rivolto a quattro pescatori di seguirlo per renderli ยซpescatori di uominiยป. Gesรน, dunque, รจ presentato come un Galileo tra i Galilei. Nelle ore drammatiche della prigionia di Gesรน presso la casa di Caifa coloro che stanno nel cortile del Sommo Sacerdote riconoscono Pietro quale discepolo di Gesรน il Galileo e il Nazareno, infatti, lo tradisce anche lโaccento della sua parlata. Galileo diventa sinonimo di inaffidabile. Tornare in Galilea significa accettare le proprie origini, non considerandole piรน alla luce del pregiudizio tipico della mentalitร borghese, ma riconoscendo in esse lโinizio di un processo di cambiamento e di crescita. Dal giorno in cui hanno incontrato Gesรน sulle rive del lago di Tiberiade i discepoli hanno iniziato un viaggio, attraverso villaggi, con le loro strade, case e sinagoghe, che li ha condotti fino al monte sul quale รจ posta la Cittร Santa, Gerusalemme. Lรฌ, quel sodalizio, iniziato a Cafarnao, sembrava definitivamente e tragicamente concluso. Invece, come Gesรน aveva loro predetto, Egli continua a passare e far sentire la sua voce invitando a seguirlo. Egli precede per aprire la strada. La vita spesso appare come un labirinto nel quale sembra di ritornare sempre al punto di partenza. La voce di Gesรน, che raggiunge i suoi discepoli-fratelli nellโombra della morte in cui sono avvolti, รจ la luce che sorge per illuminare ยซil popolo che abitava nelle tenebreยป (Cf. Is, 8, 23-9,1; Mt 4, 15-16).
ยซQuando lo videro, si prostrarono. Essi perรฒ dubitaronoยป.
Se รจ vero che Gesรน abitava a Cafarnao (probabilmente a casa di Pietro), รจ pur vero che non era sedentario ma molto dinamico. La sua missione era itinerante perchรฉ il messaggio evangelico potesse raggiungere capillarmente il territorio. Lโevangelista Matteo sottolinea che molti andavano da lui per essere guariti e altrettanti, provenienti da ogni dove, iniziarono a seguirlo nei suoi spostamenti. Anche quando sale sul monte e si siede, assumendo la postura del Maestro, i discepoli lo seguono e si avvicinano a lui per ascoltarlo (Mt 5, 1). Quel primo lungo discorso inizia con le beatitudini che tracciano il profilo del Cristo e dei cristiani. Gesรน si rivolge direttamente ai suoi discepoli invitandoli a gioire anche nella prova perchรฉ il vero tesoro non รจ quello promesso dal tentatore, ma ยซil regno preparato fin dalla fondazione del mondoยป (Mt 25,34). Il diavolo conduce sopra un monte altissimo per mostrare i regni del mondo e la loro gloria promettendo di concederli a condizione di sottomettersi a lui (Mt 4, 8-10). Gesรน conduce sul monte i suoi discepoli perchรฉ dallโalto della croce mostra che le porte del paradiso sono spalancate e il banchetto nuziale รจ giร pronto per essere consumato nella gioia. Come Gesรน aveva risposto al tentatore citando la Scrittura (Dt 6,13): ยซIl Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai cultoยป, cosรฌ gli apostoli si prostrano in adorazione davanti al Cristo risorto che si avvicina loro. I discepoli al vedere Gesรน, si prostrano perchรฉ lo riconoscono come Dio e gli rendono culto. ร certamente un atto liturgico con il quale si afferma che Gesรน รจ il Signore. Nel โDiscorso della montagnaโ Gesรน aveva detto: ยซNon chiunque mi dice: โSignore, Signoreโ, entrerร nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontร del Padre mio che รจ nei cieliยป (Mt 7,21). Il dubbio che prende alcuni dei discepoli rivela che essi non sono giร arrivati ma a loro รจ chiesto di camminare, o meglio, riprendere, il cammino con Gesรน, non in maniera disorganizzata e autonoma, ma insieme con lo stile sinodale.
ยซA me รจ stato dato ogni potere in cielo e sulla terraยป
Lโultimo insegnamento di Gesรน nel vangelo di Matteo va letto in parallelo con il primo che rappresenta una sorta di ouverture. Lโinvio missionario รจ racchiuso tra due annunci, collegati tra loro. La risurrezione ha costituito Gesรน quale Signore del cielo e della terra il cui potere si estende a tutti gli uomini. La madre dei figli di Zabedeo un giorno si era avvicinato a lui chiedendogli due posti di potere per Giacomo e Giovanni. La sua replica mira a calmare gli animi agitati degli apostoli che iniziano a litigare tra loro. Egli indica in sรฉ stesso la figura da imitare e non i governanti delle nazioni che dominano e i capi che le opprimono. Lโunica vera ambizione ammessa รจ quella del potere dellโamore che si traduce nel servire e dare la vita in riscatto per molti (Mt 20, 20-28). Il potere dellโamore non si conquista con la forza o il compromesso, ma con il servizio. ร amando che sโimpara ad amare, e mettendo in pratica il vangelo che si acquisiscono quelle competenze che qualificano la vita rendendola cristiana e, dunque, veramente beata. Nel Cristo Signore dellโuniverso, crocifisso e risorto, si rivela lโessere di Dio che sempre si avvicina agli uomini per condividere con loro il cammino esistenziale lungo i sentieri della storia e fare di loro ยซil sale della terra e la luce del mondoยป (cf. Mt 5,13-16).
ยซAndate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciรฒ che vi ho comandatoยป
Il potere ricevuto dal Padre non consiste nellโoccupare dei posti da cui manovrare le leve del potere, come immaginavano allโinizio gli apostoli. La missione affidata ai discepoli non puรฒ avere uno stile diverso da quello di Gesรน. Come Lui รจ lโApostolo del Padre per essere nel mondo il pescatore di uomini riscattati dal potere del Maligno, cosรฌ i discepoli partecipano alla sua missione โdiscepolirizzandoโ tutti gli uomini. Nella misura in cui i cristiani seguiranno Gesรน e si lasceranno convertire nella mente e nel cuore, per amare ciรฒ che Dio ama, allora essi collaboreranno con lโopera dello Spirito. Egli imprime nei discepoli il sigillo di appartenenza al popolo di Dio che dร loro la forma di Cristo Servo e Signore.
La missione affidata alla Chiesa, intesa non come istituzione oppure come unโorganizzazione ma lโha voluta comunitร -famiglia, consiste nellโannunciare il vangelo della misericordia ed essere testimoni di quella caritร di cui Gesรน รจ il campione assoluto. Lui, che non รจ stato un eroe solitario ma raduna attorno a sรฉ coloro che accolgono il suo invito a percorrere insieme la via della felicitร , spinge i suoi discepoli oltre il perimetro delle loro attese e li invia ad allargare i confini della Chiesa abbattendo gli steccati e barricate costruiti per difendersi. Non si tratta di fare proselitismo ma di essere evangelizzatori con la stessa passione di chi vuole concretizzare un sogno che dia pienezza di senso alla propria vita e che lo renda veramente felice. Lโopera evangelizzatrice si compie attraverso il battesimo e lโinsegnamento. Battezzare vuol dire generare nuovi figli della Chiesa e accompagnarli nel loro cammino di fede affinchรฉ siano aiutati a conoscere e a mettere in pratica il comandamento dellโamore a Dio e ai fratelli.
ยซEd ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondoยป
Con il richiamo allโEmmanuele, al Dio con noi, nome con il quale il Messia era stato annunciato dai profeti, si chiude il vangelo di Matteo, comโera iniziato. Il Signore assicura i discepoli timorosi per la missione che li attende, cosรฌ come Dio aveva fatto a Giuseppe mediante lโangelo apparso nel sogno (Mt 1,22-23): โNon temere, io sono con teโ. A Giacobbe in viaggio verso una terra ignota Dio garantisce: โIo sono con te e ti proteggerรฒ dovunque andrai, non ti abbandonerรฒโ (Gn 28,15); a Israele deportato a Babilonia dichiara: โTu sei prezioso ai miei occhi e io ti amo. Non temere perchรฉ io sono con teโ (Is 43,4-5); a Mosรจ che obietta: โChi sono io per andare dal faraone e per fare uscire gli israeliti dallโEgitto?โ, risponde: โIo sarรฒ con teโ (Es 3,11-12); a Paolo che a Corinto รจ tentato di scoraggiarsi, il Signore dice: โNon aver paura, perchรฉ io sono con te e nessuno cercherร di farti del maleโ (At 18,9-10).
La storia non si conclude con un lieto fine ma rimane aperta e interpella il lettore del vangelo a cui spetta di essere eco della voce di Dio, sapore gustoso del Signore che si fa pane spezzato da mangiare, luce che brilla mentre si consuma la nostra vita nel servizio umile e generoso a favore degli uomini, soprattutto quelli relegati nelle zone dโombra dellโesclusione sociale. Lโinvito del Signore Gesรน ad andare rinnova in noi la vocazione ed รจ uno stimolo a fare una scelta di campo che esige il lasciare il mondo vecchio per seguire Gesรน dovunque e comunque ci guidi. Per cui รจ sempre opportuno chiedergli dove mi sta dando appuntamento per incontrarlo e da lรฌ ripartire con Lui per la missione? Come ai figli di Zebedeo non mi assicura posti sicuri da occupare. Gli domando, allora, cosa desidera da me? Come collaborare allโopera generativa della Chiesa? Essa, infatti, non รจ nel mondo per gestire o comandare, con lo stile dei governanti delle nazioni e dei loro capi, ma รจ posta come seme di una nuova generazione di uomini e donne, come leva per sollevare chi รจ per terra gravato dal peso dei suoi peccati, come casa in cui i viandanti smarriti possano ritrovare il senso della propria vita e riprendere il cammino verso la Gerusalemme del cielo.
Meditatio
Ricominciare รจ rinascere
Benchรฉ incompleta, perchรฉ i Dodici sono diventati gli Undici, la comunitร dei discepoli risponde allโinvito rivolto loro da Gesรน di riunirsi insieme sul monte della Galilea da lui indicato.
Si ricomincia, da una parte, con la consapevolezza di essere imperfetti, incompleti e mancanti e dellโaltra, con lโansia di apparire efficienti e al โtopโ e la reticenza nel far emergere di sรฉ anche la parte debole, per timore di essere sopraffatti o giudicati dagli altri.
Tuttavia, allโappuntamento col Signore ci si presenta timorosi di essere giudicati per le mancanze, ma anche fiduciosi nellโoffrire a Dio il vuoto che ci appartiene affinchรฉ possa essere lo spazio abitato da lui. Gesรน entra attraverso le ferite dellโumanitร per colmarne le lacune e per perfezionare la capacitร di amare.
Alla forza disgregatrice dellโingiustizia Gesรน oppone il potere unificante e riconciliante dellโamore.
Si ricomincia con lโincontro col Risorto davanti al quale tutti si prostrano. ร un segno eloquente con il quale si vorrebbe dire: io sono niente e tu sei tutto, tu sei il Signore e io la creatura, tu il Maestro io il discepolo, tu il Re io il tuo servo. La prostrazione รจ lโatteggiamento spirituale di chi ha timore di Dio, che รจ un sentimento diverso dal terrore, che invece schiaccia. La presenza di Gesรน non fa rimanere a terra, lรฌ dove ci gettano i sensi di colpa, i dubbi, i rimorsi, lo scoraggiamento e la disperazione. Lโincontro con lui, piรน che un regolamento di conti, serve a riannodare i fili della relazione dโamore, spezzati col peccato, e ricostituire il tessuto connettivo della fede.
Il potere nelle mani di Gesรน non umilia e disprezza il peccatore ma valorizza la sua povertร . Egli si avvicina a chi ha la faccia immersa nella polvere della vergogna e del disonore per risollevarlo affinchรฉ il suo sguardo non sia ripiegato su sรฉ stesso ma sโinnalzi verso il cielo affinchรฉ impari guardare oltre e fuori di sรฉ. Gesรน ci convoca non per riparare ciรฒ che si รจ rotto, rattoppare ciรฒ che si รจ lacerato, rammendare quello che si รจ consumato, ma per rinnovarci interiormente con il dono dello Spirito Santo.
La missione รจ un cammino di rinascita personale attraverso il quale vivere nellโamore di Dio Trinitร ; รจ anche un cammino comunitario nel quale sono attirati e coinvolti tutti coloro che incontriamo perchรฉ affascinati dalla testimonianza di comunione e di servizio.
La missione che Gesรน affida alla Chiesa non รจ la certificazione della sua piena idoneitร , ma รจ uno stile di vita attraverso cui ogni discepolo diventa madre, generatrice di vita. Fare discepoli non significa โfare numeriโ, ma generare alla fede nuove creature inserendole nella famiglia della Trinitร e insegnando loro a vivere la legge dellโamore. La missione di generare alla fede, che Gesรน affida al discepolo, si traduce nella capacitร di costruire relazioni fondate sullโamore trinitario che fluisce dal cuore di Cristo.
La rinascita comporta un cambiamento del modo di amare non piรน ispirato ai valori mondani che esaltano lโefficienza a scapito dellโefficacia, che puntano sullโutile egoistico piuttosto che sul bene comune, che curano i propri interessi invece di prendersi cura delle persone.
Lโamore trinitario, diverso da quello suggerito dal mondo, รจ relazione che genera, non emozione che consuma, vive del dono reciproco, non si esaurisce nellโottenere quello che si brama, si guarda attorno spingendo lo sguardo oltre sรฉ stesso ed รจ creativo nel rispondere ai bisogni dellโaltro, non si autocompiace e non รจ ripetitivo.
Siamo esortati ad accogliere lโinvito del Signore a riunirci attorno a Lui e a ripartire. Solo trasformati dal suo amore potremo riprendere il cammino della vita, non per tornare indietro, ma per metterci in uno stato permanente di missione. Questa รจ la strada della nostra liberazione, quella sulla quale impariamo che la vita non รจ una sequenza di prove da superare, ma unโoccasione da non perdere per essere felici amandoci reciprocamente come Dio ci ama.
๐ LEGGI LA PREGHIERA DEL GIORNO
Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualitร biblica a Matera
Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna“



