don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 17 Dicembre 2022

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Dai cocci di umanità Dio costruisce il suo capolavoro

Il Vangelo secondo Matteo si apre con l’albero genealogico di Gesù, che inaugura i racconti riguardanti la sua nascita e l’infanzia. La genealogia vuole comunicare che Gesù è il Messia promesso da Dio non solo per il popolo d’Israele ma per ogni uomo, il compimento del disegno di salvezza, a partire da Abramo, nel quale ognuno può riconoscere se stesso in dialogo con Dio.

Alcuni dei nomi citati appartengono a protagonisti di primo piano o a personaggi minori che non brillano per comportamento integerrimo o per “purezza”, ma tuttavia sono quelli attraverso cui la storia, sebbene in maniera tortuosa, approda a Cristo. Basti citare le quattro donne menzionate prima di Maria: Tamar, Raab, Rut e Betzabea, che incarnano tutte situazioni di “irregolarità”.

Dio però sa trasformare i limiti umani in occasione per rilanciare e portare avanti il suo progetto d’amore. Gesù viene nella carne, tatuata dalla storia dell’uomo, è il frutto maturo di quell’albero le cui radici sono piantate nella storia di Israele, paradigma di quella di ogni uomo, che porta in sé come radice la storia.

Leggi la preghiera del giorno.

Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualità biblica a Matera

Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna