don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 14 Marzo 2020 – Lc 15, 1-3. 11-32

- Pubblicitร  -

Contagiamoci di Gioia!

Sabato della II settimana di Quaresima

ยซMai una gioia!ยป questa espressione bene tradurrebbe la mestizia e lโ€™indignazione di chi vede brillare negli occhi di Gesรน la luce della speranza incontrando i peccatori. Dโ€™altronde lo stesso Gesรน, replicando a chi lo criticava di essere stato ospite dโ€™onore di Matteo, noto pubblicano e peccatore, afferma: ยซNon sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatoriยป.ย 

Quanto รจ diverso lo sguardo di Gesรน da quello dei suoi detrattori come รจ differente lโ€™atteggiamento accogliente del Padre nei confronti del suo figlio minore da quello respingente del figlio maggiore. Si contrappongono compassione e giudizio anche se il figlio maggiore, che vorrebbe incarnare la giustizia, entra in contrasto col Padre che invece impersonerebbe la misericordia. In realtร  la misericordia e la giustizia non sono in alternativa come invece sono incompatibili compassione e giudizio.ย 

- Pubblicitร  -

La festa nasce dallโ€™incontro tra la gioia del padre, che finalmente puรฒ riabbracciare il figlio che lo aveva abbandonato, e la speranza del giovane che riconosce nella casa del Padre lโ€™unica salvezza possibile.ย 

Dobbiamo ammetterlo, ci risulta piรน facile associarci al coro delle critiche e delle lamentele piuttosto che partecipare alla gioia di unโ€™amicizia ritrovata o alla lode per una impresa riuscita, o ancora al plauso per il successo di una iniziativa.ย 

Deve farci riflettere lโ€™indignazione dellโ€™uomo che tornando dai campi, dopo una giornata di lavoro, non si aspettava di vedere una casa in festa per il ritorno di suo fratello che ormai da tempo aveva smesso di considerarlo tale. Per lui, il figlio di suo padre, era morto quando se nโ€™era andato. Il fratello maggiore rappresenta tutti coloro che con il giudizio dichiarano la morte dei loro fratelli senza sperarne la risurrezione.ย 

Lโ€™amore del Padre verso suo figlio non muore con lโ€™abbandono della casa, ma, pur nella tristezza dellโ€™allontanamento, esso sostiene la speranza della riconciliazione. Solo chi vive il tempo della distanza con speranza sa gioire e fare festa nel momento dellโ€™incontro.ย 

In questi giorni di โ€œsegregazione socialeโ€ in cui le distanze diventano pesanti e i silenzi rendono ancora piรน lunghi i tempi dellโ€™attesa, riconosciamo il valore dellโ€™ascolto e del dialogo tra di noi. Invece di rassegnarci e cadere nella trappola della paura, come il padre misericordioso, anche noi saliamo sul terrazzo del nostro cuore e ,da attente sentinelle che scrutano lโ€™orizzonte, attendiamo il momento in cui, passata la notte, potremmo fare festa insieme e riunirci nellโ€™unico abbraccio del Padre.

Contagiamoci di gioia!

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore


Altri Articoli
Related

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 19 Aprile 2026

Lo riconobbero nello spezzare il pane.Dal Vangelo secondo Giovanni. Ed...

S.E.R. Mons. Andrea Turazzi – Commento al Vangelo di domenica 19 aprile 2026

S.E.R. Mons. Andrea Turazzi Vescovo di San Marino -...

don Marco Pozza – Commento al Vangelo di domenica 19 aprile 2026

Chi non muore si rivede Somigliano, questi due, a due...

p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 19 aprile 2026

DISUBBIDIRE ALLA TRISTEZZA 19 aprile - III di Pasqua -...