DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)
+ Passione di nostro Signore Gesรน Cristo secondo Matteoย (Mt 26,14- 27,66)
– Quanto volete darmi perchรฉ io ve lo consegni?
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andรฒ dai capi dei sacerdoti e disse: ยซQuanto volete darmi perchรฉ io ve lo consegni?ยป. E quelli gli fissarono trenta monete dโargento. Da quel momento cercava lโoccasione propizia per consegnare Gesรน.
– Dove vuoi che prepariamo per te, perchรฉ tu possa mangiare la Pasqua?
Il primo giorno degli รzzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesรน e gli dissero: ยซDove vuoi che prepariamo per te, perchรฉ tu possa mangiare la Pasqua?ยป. Ed egli rispose: ยซAndate in cittร da un tale e ditegli: โIl Maestro dice: Il mio tempo รจ vicino; farรฒ la Pasqua da te con i miei discepoliโยป. I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesรน, e prepararono la Pasqua.
– Uno di voi mi tradirร
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: ยซIn veritร io vi dico: uno di voi mi tradirร ยป. Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: ยซSono forse io, Signore?ยป. Ed egli rispose: ยซColui che ha messo con me la mano nel piatto, รจ quello che mi tradirร . Il Figlio dellโuomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quellโuomo dal quale il Figlio dellโuomo viene tradito! Meglio per quellโuomo se non fosse mai nato!ยป. Giuda, il traditore, disse: ยซRabbรฌ, sono forse io?ยป. Gli rispose: ยซTu lโhai dettoยป.
– Questo รจ il mio corpo; questo รจ il mio sangue
Ora, mentre mangiavano, Gesรน prese il pane, recitรฒ la benedizione, lo spezzรฒ e, mentre lo dava ai discepoli, disse: ยซPrendete, mangiate: questo รจ il mio corpoยป. Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: ยซBevetene tutti, perchรฉ questo รจ il mio sangue dellโalleanza, che รจ versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che dโora in poi non berrรฒ di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrรฒ nuovo con voi, nel regno del Padre mioยป. Dopo aver cantato lโinno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
– Percuoterรฒ il pastore e saranno disperse le pecore del gregge
Allora Gesรน disse loro: ยซQuesta notte per tutti voi sarรฒ motivo di scandalo. Sta scritto infatti: โPercuoterรฒ il pastore e saranno disperse le pecore del greggeโ. Ma, dopo che sarรฒ risorto, vi precederรฒ in Galileaยป.
Pietro gli disse: ยซSe tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerรฒ maiยป. Gli disse Gesรน: ยซIn veritร io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volteยป. Pietro gli rispose: ยซAnche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherรฒยป. Lo stesso dissero tutti i discepoli.
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– Cominciรฒ a provare tristezza e angoscia
Allora Gesรน andรฒ con loro in un podere, chiamato Getsรจmani, e disse ai discepoli: ยซSedetevi qui, mentre io vado lร a pregareยป. E, presi con sรฉ Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciรฒ a provare tristezza e angoscia. E disse loro: ยซLa mia anima รจ triste fino alla morte; restate qui e vegliate con meยป. Andรฒ un poco piรน avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: ยซPadre mio, se รจ possibile, passi via da me questo calice! Perรฒ non come voglio io, ma come vuoi tu!ยป.
Poi venne dai discepoli e li trovรฒ addormentati. E disse a Pietro: ยซCosรฌ, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito รจ pronto, ma la carne รจ deboleยป. Si allontanรฒ una seconda volta e pregรฒ dicendo: ยซPadre mio, se questo calice non puรฒ passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontร ยป. Poi venne e li trovรฒ di nuovo addormentati, perchรฉ i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciรฒ, si allontanรฒ di nuovo e pregรฒ per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinรฒ ai discepoli e disse loro: ยซDormite pure e riposatevi! Ecco, lโora รจ vicina e il Figlio dellโuomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce รจ vicinoยป.
– Misero le mani addosso a Gesรน e lo arrestarono
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: ยซQuello che bacerรฒ, รจ lui; arrestatelo!ยป. Subito si avvicinรฒ a Gesรน e disse: ยซSalve, Rabbรฌ!ยป. E lo baciรฒ. E Gesรน gli disse: ยซAmico, per questo sei qui!ยป. Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesรน e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesรน impugnรฒ la spada, la estrasse e colpรฌ il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesรน gli disse: ยซRimetti la tua spada al suo posto, perchรฉ tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione piรน di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali cosรฌ deve avvenire?ยป. In quello stesso momento Gesรน disse alla folla: ยซCome se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo รจ avvenuto perchรฉ si compissero le Scritture dei profetiยป. Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.
– Vedrete il Figlio dellโuomo seduto alla destra della Potenza
Quelli che avevano arrestato Gesรน lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrรฒ e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.
I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesรน, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: ยซCostui ha dichiarato: โPosso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorniโยป. Il sommo sacerdote si alzรฒ e gli disse: ยซNon rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?ยป. Ma Gesรน taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: ยซTi scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dioยป. ยซTu lโhai detto โ gli rispose Gesรน โ; anzi io vi dico: dโora innanzi vedrete il Figlio dellโuomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cieloยป.
Allora il sommo sacerdote si stracciรฒ le vesti dicendo: ยซHa bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?ยป. E quelli risposero: ยซร reo di morte!ยป. Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: ยซFaโ il profeta per noi, Cristo! Chi รจ che ti ha colpito?ยป.
– Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinรฒ e disse: ยซAnche tu eri con Gesรน, il Galileo!ยป. Ma egli negรฒ davanti a tutti dicendo: ยซNon capisco che cosa diciยป. Mentre usciva verso lโatrio, lo vide unโaltra serva e disse ai presenti: ยซCostui era con Gesรน, il Nazarenoยป. Ma egli negรฒ di nuovo, giurando: ยซNon conosco quellโuomo!ยป. Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: ยซร vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!ยป. Allora egli cominciรฒ a imprecare e a giurare: ยซNon conosco quellโuomo!ยป. E subito un gallo cantรฒ. E Pietro si ricordรฒ della parola di Gesรน, che aveva detto: ยซPrima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volteยป. E, uscito fuori, pianse amaramente.
– Consegnarono Gesรน al governatore Pilato
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesรน per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda โ colui che lo tradรฌ โ, vedendo che Gesรน era stato condannato, preso dal rimorso, riportรฒ le trenta monete dโargento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: ยซHo peccato, perchรฉ ho tradito sangue innocenteยป. Ma quelli dissero: ยซA noi che importa? Pensaci tu!ยป. Egli allora, gettate le monete dโargento nel tempio, si allontanรฒ e andรฒ a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: ยซNon รจ lecito metterle nel tesoro, perchรฉ sono prezzo di sangueยป. Tenuto consiglio, comprarono con esse il โCampo del vasaioโ per la sepoltura degli stranieri. Perciรฒ quel campo fu chiamato โCampo di sangueโ fino al giorno dโoggi. Allora si compรฌ quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: ยซE presero trenta monete dโargento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli dโIsraele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signoreยป.
– Sei tu il re dei Giudei?
Gesรน intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogรฒ dicendo: ยซSei tu il re dei Giudei?ยป. Gesรน rispose: ยซTu lo diciยป. E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.
Allora Pilato gli disse: ยซNon senti quante testimonianze portano contro di te?ยป. Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertร per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciรฒ, alla gente che si era radunata, Pilato disse: ยซChi volete che io rimetta in libertร per voi: Barabba o Gesรน, chiamato Cristo?ยป. Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandรฒ a dire: ยซNon avere a che fare con quel giusto, perchรฉ oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa suaยป. Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesรน. Allora il governatore domandรฒ loro: ยซDi questi due, chi volete che io rimetta in libertร per voi?ยป. Quelli risposero: ยซBarabba!ยป. Chiese loro Pilato: ยซMa allora, che farรฒ di Gesรน, chiamato Cristo?ยป. Tutti risposero: ยซSia crocifisso!ยป. Ed egli disse: ยซMa che male ha fatto?ยป. Essi allora gridavano piรน forte: ยซSia crocifisso!ยป.
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dellโacqua e si lavรฒ le mani davanti alla folla, dicendo: ยซNon sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!ยป. E tutto il popolo rispose: ยซIl suo sangue ricada su di noi e sui nostri figliยป. Allora rimise in libertร per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesรน, lo consegnรฒ perchรฉ fosse crocifisso.
– Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesรน nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: ยซSalve, re dei Giudei!ยป. Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.
– Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gรฒlgota, che significa ยซLuogo del cranioยป, gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiรฒ, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: ยซCostui รจ Gesรน, il re dei Giudeiยป.
Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
– Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lรฌ lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: ยซTu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!ยป. Cosรฌ anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: ยซHa salvato altri e non puรฒ salvare se stesso! ร il re dโIsraele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: โSono Figlio di Dioโ!ยป. Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
– Elรฌ, Elรฌ, lemร sabactร ni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesรน gridรฒ a gran voce: ยซElรฌ, Elรฌ, lemร sabactร ni?ยป, che significa: ยซDio mio, Dio mio, perchรฉ mi hai abbandonato?ยป. Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: ยซCostui chiama Eliaยป. E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppรฒ di aceto, la fissรฒ su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: ยซLascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!ยป. Ma Gesรน di nuovo gridรฒ a gran voce ed emise lo spirito.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Ed ecco, il velo del tempio si squarciรฒ in due, da cima a fondo, la terra tremรฒ, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella cittร santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesรน, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: ยซDavvero costui era Figlio di Dio!ยป.
Vi erano lร anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesรน dalla Galilea per servirlo. Tra queste cโerano Maria di Mร gdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedรจo.
– Giuseppe prese il corpo di Gesรน e lo depose nel suo sepolcro nuovo
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatรจa, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesรน. Questi si presentรฒ a Pilato e chiese il corpo di Gesรน. Pilato allora ordinรฒ che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra allโentrata del sepolcro, se ne andรฒ. Lรฌ, sedute di fronte alla tomba, cโerano Maria di Mร gdala e lโaltra Maria.
– Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete
Il giorno seguente, quello dopo la Parascรจve, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: ยซSignore, ci siamo ricordati che quellโimpostore, mentre era vivo, disse: โDopo tre giorni risorgerรฒโ. Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perchรฉ non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: โร risorto dai mortiโ. Cosรฌ questโultima impostura sarebbe peggiore della prima!ยป. Pilato disse loro: ยซAvete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credeteยป. Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.
Lectio divina
Il racconto della Passione secondo Matteo รจ composto di 5 atti.
La preparazione della Pasqua (26, 1-19)
La santa Cena (26, 20-35)
La preghiera al Ghetsemani (26, 36-46)
Dallโarresto alla morte di Giuda (26, 47-27,10)
Dalla condanna a morte alla sepoltura del Messia (27, 11-66)
Il primo atto รจ composto di cinque scene:
a. – Preparativi per la Pasqua (26, 1-2)
b. – La riunione del Sinedrio per uccidere Gesรน (26, 3-5)
c. – La cena di Betania (26, 6-13)
b1. – Giuda e il complotto con i capi (26, 14-16)
a1. – La preparazione della Pasqua (26, 17-19)
La prima e lโultima scena, come anche la seconda e la quarta, si richiamano mettendo in evidenza quella centrale. Gesรน ricorda che la Pasqua รจ imminente e annuncia il tradimento e la crocifissione. La gioia per lโimminenza della festa si coniuga con la profezia della morte. Gesรน prepara i suoi discepoli a vivere la Pasqua rendendoli partecipi di un evento nel quale essi dovranno assumersi delle responsabilitร . La seconda e la quarta scena raccontano come lโannuncio profetico di Gesรน inizia a realizzarsi. I capi del popolo e uno dei Dodici si alleano per complottare contro Gesรน. Gesรน รจ veramente un profeta. Lo dimostra il fatto che quello che dice si realizza. La scena centrale, ambientata a Betania nella casa di Simone il lebbroso, descrive il gesto inaspettato di una donna che versa sul capo di Gesรน lโolio prezioso molto profumato suscitando lo sdegno dei discepoli e la grata ammirazione di Gesรน. Infatti, egli coglie nellโunzione un atto profetico nel quale riconosce la sua consacrazione. Egli รจ chiamato ad essere il Profeta, il Re e il Sacerdote. Non si tratta di titoli ma di un servizio altissimo a favore del nuovo popolo di Dio. Gesรน, consacrato Cristo e Figlio di Dio, in quanto profeta compie in sรฉ stesso la Parola di Dio; offrendo sรฉ stesso in sacrificio esercita il Sacerdozio per espiare i peccati del popolo e riconciliarlo con Dio; ricevendo da Dio ogni potere viene costituito Pastore dโIsraele per riunirlo in un unico popolo e condurlo alla salvezza.
Il secondo atto รจ composto da tre scene:
a โ Annuncio profetico del tradimento (26, 20-25)
b โ Il segno profetico di Gesรน e le parole sul pane e sul vino (26, 26-30)
a1 โ Annuncio profetico della passione del Pastore e del rinnegamento (26, 31-35)
Al segno profetico della donna, la quale agli occhi di Gesรน riveste un ruolo importante nel discernimento della sua vocazione, segue quello di Gesรน stesso. Viene sottolineata la sua attivitร profetica. Nel contesto della cena, in un clima di convivialitร , porta alla luce le intenzioni di Giuda, rivela il cuore del progetto di Dio e anticipa la reazione dei discepoli davanti al dramma che sta per consumarsi. Gesรน appare come un uomo pienamente consapevole di ciรฒ che sta per accadere, delle intenzioni e le debolezze dei suoi discepoli. Nelle parole sul pane e sul vino Gesรน fa una dichiarazione dโintenti. Egli condivide con i suoi lโintenzione di aderire alla volontร di Dio e di offrire la sua vita come sacrificio di espiazione per i peccati. Lโevangelista Matteo chiarisce il valore salvifico della morte di Gesรน. Egli sta per essere sacrificato come il capro espiatorio il cui sangue, sparso sul popolo indicava lโavvenuto perdono dei peccati e la riconciliazione con Dio. ยซQuesto รจ il mio sangue dellโalleanza versato per molti per il perdono dei peccatiยป. Con queste parole Gesรน insegna a vedere nel sacrificio della croce, il cui memoriale รจ celebrato nellโEucaristia, lโatto salvifico di Dio che riconcilia lโuomo a sรฉ per unโalleanza di vita e non di morte. Nella festa dello Yom Kippur, mediante il rito del sacrificio di un capro il cui sangue veniva in parte portato oltre il velo del Tempio nel Santo dei Santi e in parte asperso sul popolo, si celebrava il rinnovo dellโalleanza con Dio infranta con i peccati. Con quel rito sโintendeva ripristinare ogni anno la giusta relazione di amicizia con Dio. Il segno profetico annuncia una novitร rispetto alle attese del popolo che pure aspettavano un rinnovamento sociale. La novitร inaugurata dalla Pasqua non รจ lโimposizione di un nuovo ordine sociale con la sostituzione delle figure apicali, ma il dono di uno spirito che rende nuovo il cuore dellโuomo che, aderendo alla volontร di Dio, si mette al servizio del progetto di una nuova civiltร fondata sulla legge dellโamore. Il perdono offerto allโuomo dal sacrificio di Cristo sulla croce nelle intenzioni di Dio vuole essere il giorno natalizio di un uomo nuovo consacrato per essere in Cristo profeta, re e sacerdote.
Il terzo atto, che si svolge nel Getsemani, รจ strutturato in tre scene, tante quante sono le menzioni della preghiera di Gesรน:
a โ La prima preghiera (26, 36-41)
b โ La seconda preghiera (26, 42-43)
a1 โ La terza preghiera (26, 44-46)
Nel racconto della Passione il terzo atto riveste un ruolo centrale perchรฉ segna il passaggio dalla parola allโevento. Questa svolta avviene nella preghiera, anticipazione del passaggio cruciale sulla croce dove la Pasqua si consuma mentre Gesรน prega. Lโevento della Pasqua รจ vissuto da Gesรน come un rito liturgico, ovvero come sacrificio di lode. Da quel momento in poi la Pasqua รจ liturgia affinchรฉ tutta la vita sia una liturgia. La liturgia รจ pregare con Gesรน con spirito vigilante. I discepoli, che giร erano un poโ brilli a causa del vino dolce bevuto durante la cena, non reggono alla stanchezza e si addormentano. Il custode dโIsraele non si addormenta e prega il Padre affinchรฉ gli sia risparmiata la sofferenza e la morte. Egli รจ combattuto tra il fare la volontร di Dio fino alla sua fine e la paura della morte. In questa lotta spirituale egli si abbandona fiducioso in Dio e dice il suo amen: ยซSi compia la tua volontร ยป. Non รจ un sรฌ rassegnato. Lโanima turbata diventa serena e pacifica come un bambino in braccio a sua madre (cf. Sal 130). Infatti, invita i discepoli a dormire e riposare. Ma subito dopo, con fare risoluto e deciso ordina di alzarsi e di andare. ร lโordine del re. Gesรน รจ il nuovo piccolo Davide che va incontro a Golia semplicemente con lโarma della fede nella potenza del Padre.
Il quarto atto copre lโarco di tempo che va dallโarresto di Gesรน alla morte di Giuda ed รจ composto di cinque scene:
a โ arresto di Gesรน e la fuga dei discepoli (26, 47-56)
b โ prima fase del processo a Gesรน (26, 57-68)
c โ il rinnegamento di Pietro (26, 69-75)
b1 โ la consegna a Pilato (27, 1-2)
b2 โ la morte di Giuda (27, 3-10)
Con lโarresto inizia a compiersi la Scrittura e le parole di Gesรน. Si sovrappongono due piani, quello degli uomini e quello di Dio anche se sono diametralmente opposti. I capi e Giuda sono alleati tra loro nel fare fuori Gesรน che, per gli uni e per lโaltro, anche se da due prospettive diverse, rappresenta una minaccia. Infatti, per i capi religiosi Gesรน รจ un usurpatore del loro potere, mentre per Giuda รจ un fallito che potrebbe ostacolare la sua idea di redenzione dโIsraele. In fondo, Giuda vorrebbe sostituirsi a Gesรน nella conduzione di una rivoluzione che possa portare al ristabilimento di un nuovo ordine sociale. ร giunto il momento propizio per consegnare nelle mani delle autoritร Gesรน perchรฉ sia messo fuori gioco. Perรฒ lui, al contrario dei capi, di cui ignora le reali intenzioni, non vuole la morte di Gesรน. Il Rabbรฌ รจ padrone della situazione piรน di quanto Giuda possa immaginare perchรฉ non solo conosce il progetto di Dio ma sa che esso si realizzerร anche per la salvezza di chi lo vuole fare fuori. Perciรฒ non risponde al male col male ma col bene. Gesรน chiama Giuda ยซamicoยป e intima ai suoi di non opporsi con le armi alla violenza. Egli per primo mette in pratica la ยซgiustizia superioreยป di quella degli scribi e dei farisei (cf. Mt 5): cerca la riconciliazione con il suo avversario e prega per i suoi nemici. Dunque, la parola di Gesรน si realizza non solamente negli eventi esterni, ma soprattutto nella sua vita interiore. La libertร viene esercitata mediante la conformazione della propria volontร a quella del Padre. Questa รจ la forza vincente di chi punta allโobbiettivo di amare i fratelli e salvarli a costo di perdere la propria vita. Chi invece vuole salvare sรฉ stesso, ovvero raggiungere gli obiettivi che sono nella sua testa, perde sรฉ stesso e coinvolge anche gli altri nella caduta. Chi salva gli altri, salva anche sรฉ stesso.
Giuda consegna Gesรน nelle mani dei capi i quali, mediante un processo farlocco, lo condannano a morte. Ma la condanna non puรฒ essere eseguita senza lโintervento dellโautoritร civile. Davanti ai capi che cercano un capo di accusa valido per decretarne la morte Gesรน rivela che si sta compiendo la Scrittura che, mediante il profeta Daniele, annuncia lโarrivo del Messia. Egli ha caratteristiche regali e sacerdotali, non sul modello umano ma su quello divino. Questa figura misteriosa, infatti, viene dal cielo. Gesรน, dunque, si rivela come il re-pastore che viene da Dio per riunire le pecore disperse. Il messianismo regale viene frainteso dalle autoritร religiose che finalmente trovano il capo dโimputazione giusto per deferire Gesรน allโautoritร civile e chiederne la morte. Non รจ questa la fine che aveva immaginato Giuda, il quale, vedendo Gesรน consegnato nelle mani di Pilato, comprende che la sua condanna a morte รจ ormai certa. Lโultima scena narra il drammatico epilogo della vita di Giuda. Matteo รจ lโunico evangelista che racconta piรน diffusamente la vicenda dellโapostolo traditore. Innanzitutto, Giuda riconosce il suo errore e si pente confessando pubblicamente il suo peccato. Spera che con la sua confessione e la restituzione del denaro pattuito per la consegna di Gesรน possa convincere i capi a salvarlo da morte certa, ritirando la denuncia. La risposta negativa, con la quale le autoritร si disinteressano al suo appello, lo inducono ad un gesto estremo che si spiega non solamente con la disperazione generata dal rimorso, ma anche con lโidea ebraica di espiazione del peccato. Esso dipende dal perdono dei sacerdoti o dalla morte. Giuda sceglie di morire per espiare il suo peccato e liberare Gesรน dalla morte. Egli, per cosรฌ dire compie un sacrificio sostitutivo come se fosse il capro espiatorio. Giuda, dunque, dandosi la morte ha inteso sacrificarsi per Gesรน, al posto suo. Questo gesto di Giuda rivela quello che la morte di Cristo non รจ. Si tratta di una contro-testimonianza che perรฒ mette in risalto il vero senso della morte di Gesรน. Gesรน non muore per espiare i suoi peccati, quindi per auto-salvarsi, ma perde la propria vita per servire e dare la propria vita in riscatto di molti, cioรจ di tutti gli uomini (cf. Rm 5, 6-8).
Anche la scena centrale, che racconta il rinnegamento di Pietro e si conclude col suo pianto amaro, descrive lโapostolo come un discepolo legato a Gesรน, che lo segue fintanto che puรฒ, anche se da lontano. Lui vorrebbe tener fede alla promessa fatta a Gesรน ma deve cedere allโevidenza del suo peccato rivelato dal Maestro qualche ora prima. Gesรน aveva parlato del canto del gallo. Infatti, quando il gallo canta Pietro si ricorda la profezia sul suo rinnegamento. Cosa che si รจ puntualmente realizzata. Anche la contro-testimonianza di Pietro diviene la testimonianza della credibilitร di Gesรน. Il gallo del canto nella letteratura rabbinica indica il suono dello Shofar che chiama i sacerdoti e i leviti al loro servizio. Nel canto del gallo Pietro riconosce la voce di Dio che chiama Gesรน al servizio del tempio. Egli, come sommo sacerdote e vittima, entra nel tempio col suo sangue che, sparso sul popolo, lo redime dai suoi peccati e lo riconcilia con Dio.
Davanti al sommo Sacerdote Kaifa, Gesรน ha evocato la profezia di Daniele 7, 13-14 con la quale sโidentificava con la figura misteriosa del Figlio dellโuomo. Egli annuncia il compimento di quella promessa divina con la quale Daniele assicurava al popolo esule in Babilonia la reintegrazione di quanto aveva perduto: la terra, il Re e il tempio. Come avverrร quanto promesso? Gli eventi della Pasqua di Gesรน sono letti alla luce di queste promesse messianiche. In realtร , la Pasqua di Cristo non consiste nel restituire quanto perduto ma nel donare unโalleanza nuova che rinnovi anche il popolo. Il sangue di Gesรน, versato in sacrificio, รจ il prezzo del riscatto dal peccato che rende schiavi. Grazie a quel sangue il popolo riceve in ereditร una terra nuova, viene affidato alle cure del Re-Pastore secondo il cuore di Dio e diviene egli stesso Tempio nel quale abita il Signore. Infatti, la conclusione del quarto atto riferisce lโacquisto del ยซCampo del vasaioยป con i soldi, compenso per il tradimento, che Giuda aveva prima preso e poi restituito ai sacerdoti. Citando indirettamente il profeta Zaccaria (Zc 11,12-13) lโevangelista Matteo vuole mettere in evidenza ancora una volta il realizzarsi del piano divino. La logica lineare dellโamore di Dio si fa strada tra le linee contorte delle scelte umane. La Parola fa il suo cammino per raggiungere la sua meta passando attraverso le strade tortuose delle vicende umane, rese impraticabili dal peccato. Il campo del vasaio prende il nome di ยซCampo del sangueยป. Il sangue di Cristo รจ il prezzo col quale viene acquistata la terra, segno profetico che indica il compimento della promessa di Dio al suo popolo. Quel terreno viene acquistato per la sepoltura degli stranieri, ad indicare che lโazione salvifica di Cristo non รจ riservata al solo Popolo eletto ma a tutti gli uomini. Anche gli stranieri diventano cittadini della Cittร santa. Nel quinto atto prosegue il processo di compimento che raggiungerร il suo culmine con la ยซintronizzazioneยป di Gesรน sulla croce e lโaccesso definitivo a tutti nel Tempio.
Il V atto copre lโarco narrativo che va dalla condanna a morte di Gesรน alla sua sepoltura ed รจ composto da cinque scene:
a โ La condanna (27, 11-26)
b โ La crocifissione (27, 27-44)
c โ La morte (27, 45-54)
b1 โ La sepoltura (27, 55-61)
a1 โ I sigilli (27, 62-66)
La prima e lโultima scena hanno come protagonista Ponzio Pilato dai cui ordini dipendevano i soldati deputati ad eseguire la condanna a morte e a fare la guardia al sepolcro di Gesรน.
Lโinterrogatorio davanti a Pilato si svolge attorno allโaccusa mossa contro Gesรน di credersi e far credere di essere il re dei Giudei. Gesรน non si difende in alcun modo. Il suo silenzio รจ interpretato giustamente da Pilato come segno della sua innocenza cosรฌ come, dalla veemenza delle accuse mosse dai capi nei confronti di un Giudeo come loro, comprende che lo hanno consegnato per invidia. Il governatore vorrebbe liberare Gesรน coinvolgendo la folla, la quale, in occasione della festa di Pasqua, ha il privilegio di concedere la grazia ad un condannato. Nella scelta tra Barabba e Cristo sembra riproporsi la scelta tra il capro, il cui sangue deve essere asperso nella Festa della Espiazione, e quello che invece deve essere lasciato andare nel deserto carico dei peccati del popolo, secondo la prescrizione di Lv 16 che distingue il capro ยซper il Signoreยป e quello ยซper Azazelยป. La voce della moglie di Pilato e quello della folla concordano nellโidentificare Gesรน con il ยซcapro per il Signoreยป il cui sangue deve essere asperso in segno di perdono dei peccati. Il sogno rivela che Gesรน รจ innocente, senza difetto, e la folla acclama: ยซIl suo sangue ricada su di noi e sui nostri figliยป. In questo modo si compiono le parole di Gesรน nellโultima cena: ยซBevetene tutti, perchรฉ questo รจ il mio sangue dellโalleanza che รจ versato per molti per il perdono dei peccatiยป. Gesรน, dunque, diviene vittima e sacerdote. Con la sua morte, in qualitร di nuovo Sommo Sacerdote, entra nel Santo dei Santi portando non il sangue di un capro ma il suo stesso sangue, grazie al quale avviene la riconciliazione e il perdono dei peccati.
La seconda scena รจ un trittico nel quale tutto ruota attorno alla figura di Gesรน, Cristo Re. I soldati lo scherniscono prima denudandolo e poi mettendogli addosso un mantello rosso, ponendogli sul capo una corona di spine e in mano una canna. Gli infliggono sofferenze fisiche e umiliazioni. ร lโinizio di un corteo che non ha nulla di trionfale ma tutto di estremamente paradossale e pieno di violenza. Sono coinvolti anche persone, come il Cireneo, che casualmente incrocia la strada verso il calvario. Probabilmente Gesรน era cosรฌ debilitato che non avrebbe retto fino al luogo dellโesecuzione se non fosse stato aiutato a portare il patibolo della croce. Anche se costretto, il Cireneo fa esperienza diretta delle parole di Gesรน: ยซPrendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuoreยป (Mt 11, 29). Gesรน, infatti, รจ il giusto innocente e sofferente che vive il dramma nella preghiera. Lโevangelista Matteo racconta la passione di Gesรน facendo eco alla preghiera del Sal 22 nel quale lโorante racconta a Dio la sua passione. Il salmista si lamenta delle angherie subite da coloro che lo spogliano delle sue vesti e se ne appropriano dividendole tra loro o gettando la sorte. La ferita piรน grande non รจ nel corpo ma nellโanima ed รจ inferta dalle parole che dileggiano la sua fede insinuando il dubbio sulla sua onestร . Se fosse veramente innocente Dio lo salverebbe dalla morte. La sofferenza atroce e ingiusta fa sorgere interrogativi inquietanti sulla sua reale identitร . Puรฒ essere lui, il crocifisso tra i malfattori, il re dโIsraele, il Messia e Figlio di Dio? Quali sono i segni che ne manifesterebbero la sua autoritร ? Tutto fa pensare che sia un impostore e che abbia ingannato tutti. La passione sarebbe la dimostrazione della sua colpevolezza. A questa conclusione certamente si arriverebbe seguendo la logica della giustizia retributiva, che perรฒ non รจ quella di Dio. Il fine della giustizia divina non รจ il risarcimento per il danno o la restituzione del mal tolto, ma รจ la misericordia che genera per grazia una nuova realtร .
Gesรน รจ il ยซServo di Dioยป sofferente descritto nei 4 oracoli profetici di Isaia (cf. I Canti del Servo sofferente: Is 42,1-4[5-9]. 49,1-6. 50,4-9[10-11]. 52,13-53,12). Lโevangelista Matteo in piรน momenti del suo racconto accosta la figura di Gesรน a quella del Servo di YHWH. Nella scena centrale del quinto atto della narrazione Gesรน ritorna a parlare. Non sono parole solamente sue, ma fa sue le parole dellโuomo sofferente che nella passione prega. Sulla croce la preghiera di Gesรน รจ lโamen definitivo che aveva pronunciato nel Ghetsemani. La domanda di Gesรน non cade nel vuoto ma viene raccolta da Dio insieme al suo spirito.
La risposta di Dio รจ nei segni che seguono la morte di Gesรน. Lo squarciarsi del velo del tempio, il terremoto, con la conseguente apertura dei sepolcri e la risurrezione dei morti, sono segni rivelativi dellโopera di Dio. Gesรน con la sua morte รจ stato consacrato definitivamente Re, Sacerdote, Profeta. In quanto Re, come Salomone, costruisce il nuovo tempio, in qualitร di Sommo Sacerdote apre lโaccesso a Dio oltre la morte per tutti, nel ruolo di Profeta pronuncia la parola di vita che trae fuori dai sepolcri i santi per introdurli nella Gerusalemme celeste.
La Chiesa nascente รจ rappresentata dal centurione che, sebbene pagano, riconosce che Gesรน รจ il Figlio di Dio, da Giuseppe dโArimatea che, in qualitร di membro del Sinedrio e in rappresentanza dei capi, offre a Gesรน lโomaggio del proprio sepolcro e, in fine le donne, uniche tra i discepoli a rimanere con lui fino alla fine, siedono e attendono presso il sepolcro. La fede del centurione, di Giuseppe di Arimatea e delle donne รจ sincera ma ancora mancante. Essi credono ma non ricordano tutte le parole di Gesรน che oltre alla passione e alla morte ha annunciato anche la sua risurrezione il terzo giorno. ร una fede rassegnata che fa coincidere la giustizia di Gesรน nella sua obbedienza. Bisogna fare propria la domanda di Gesรน sulla croce: ยซPerchรฉ mi hai abbandonato?ยป. Gesรน non cerca la causa e il colpevole, ma chiede a Dio di rivelare il fine di quella sofferenza mortale: Verso quale oltre mi stai conducendo? I segni, resi noti dallโevangelista, indicano a quale oltre conduce Gesรน con la sua morte. Essi che hanno creduto nellโobbedienza di Gesรน alla volontร di Dio devono fare ancora un passo in avanti nel credere che quella volontร si compie con la risurrezione grazie alla quale si raggiunge pienamente lโobiettivo della Pasqua: la riconciliazione e la comunione tra Dio e lโuomo.
Lโultima scena ha qualcosa di paradossale. Cโรจ chi crede ma non ricorda e chi, come i capi che tornano da Pilato, ricorda ma non crede. Essi ricordano le parole di Gesรน che aveva annunciato la risurrezione. Non credono perchรฉ non riconoscono nella passione e morte di Gesรน il realizzarsi della volontร di Dio. Eppure, tutto quello che egli aveva annunciato circa la sua passione si รจ puntualmente realizzato, ma non possono credere perchรฉ non sono giunti a vedere nelle vicende dolorose della passione il compiersi della promessa di Dio. I capi, acciecati dallโinvidia e dallโaviditร , non hanno speranza perchรฉ le loro aspettative sono chiuse nellโorizzonte mondano. Chiedono a Pilato di mettere una guardia per custodire il corpo di Gesรน e impedire la realizzazione di una truffa ad opera dei suoi discepoli. La pietra viene sigillata quasi a dichiarare definitivamente chiusa la questione che invece sarร di nuovo aperta dallโangelo che romperร i sigilli umani per porre su quella tomba vuota il sigillo della risurrezione e della vita nuova.
Meditatio
La salvezza รจ scambio e cambiamento
La liturgia che inaugura la Settimana Santa commemora lโingresso di Gesรน a Gerusalemme. Sono gli ultimi giorni della vita terrena di Gesรน il quale, consapevole di ciรฒ che sta per accadergli, affronta la realtร lasciandosi guidare dalla Parola di Dio. ร giunto alla piena coscienza di essere inviato da Dio come il Cristo, il re e pastore dโIsraele. Fa il suo ingresso cavalcando non un cavallo, simbolo della forza militare, ma in groppa ad una asina. Lโevangelista collega questa scelta alle profezie che annunciavano lโavvento del re, il Signore, ma non con potenza e violenza ma con mitezza e in pace.
Lโimmagine usata dai profeti e ripresa da Gesรน รจ attinta dalla storia narrata nei primi capitoli del Primo Libro dei Re in cui si descrive la successione al trono di Davide. Cโรจ qualcuno che, approfittando dellโanzianitร di Davide, vuole usurpagli il titolo, ma il re interviene indicando in Salomone il suo successore e lo fa facendolo entrare in cittร sulla sua mula. La gente, vedendo Salomone, lo saluta come re, il benedetto di Dio.
Gesรน, dunque, รจ il vero Salomone che entra trionfante in Gerusalemme acclamato dalla folla che riconosce in lui il ยซBenedetto che viene da Dioยป. Gesรน entra nella nostra cittร , nelle nostre famiglie, nella nostra vita che, come Gerusalemme, vive non unโepoca di cambiamento, ma un cambiamento dโepoca. Certamente ognuno avverte la gravitร del momento nel quale รจ intervenuta una novitร inaspettata che, come un terremoto, ci ha costretti a cambiamenti di stili di vita, di abitudini, di esigenze, di atteggiamenti. A Gerusalemme alcuni, vedendo il trambusto e lโagitazione, domandano: ยซChi รจ costui?ยป. ร bene che questa domanda ce la poniamo anche noi: ยซChi รจ Gesรน che viene verso di me?ยป.
La Domenica delle Palme ci introduce nei giorni della passione; sorge una domanda: quelli che stiamo vivendo non sono giorni di sofferenza? Certo! Il Vangelo non ci vuole distrarre dal dolore che colpisce tanti nostri fratelli e sorelle, anche se in modalitร e intensitร diverse, ma ci aiuta a vivere questo tempo come tempo di salvezza. Cโรจ qualcuno che puรฒ intendere la salvezza come ritornare a fare le cose di prima e ad essere come era fino qualche settimana fa, oppure altri la intendono come riuscire a tirare a campare alla giornata, o ancora cโรจ chi aspetta di migliorare le proprie condizioni economiche e sociali ma vede questa attesa come un miraggio che si allontana e svanisce. Gesรน non viene a illudere, a offrire false speranze, dispensare rassicurazioni che tutto andrร bene. Chi รจ allora questo Gesรน? Egli, mi chiede di seguirlo e rimanergli vicino in questo tempo di cambiamento perchรฉ io possa cambiare me stesso, quasi trasfigurarmi, per tirar fuori il figlio di Dio che รจ in me.
Siamo tutti come Simone di Cirene, che veniva dalla campagna per vendere al mercato i prodotti della sua terra per portare il pane a casa. Avrebbe voluto essere semplice spettatore, veder passare il corteo dei condannati, e poi andare verso il mercato a compiere il suo dovere, come ogni giorno. Invece i suoi programmi sono sconvolti, deve lasciare la cesta con il prodotto del suo lavoro e farsi carico di una croce non sua, peso di una condanna di una colpa non commessa. Le domande del Cireneo sono anche le mie: ยซPerchรฉ proprio a me?ยป, ยซCosa ho commesso di male per meritare tutto questo?ยป. Abituati a trovare scorciatoie per sfuggire ai problemi, la storia ci carica anche di pesi che, solo in apparenza non sono nostri. Con quale sguardo Simone guarda la realtร ? ร naturale la sua rabbia, vorrebbe ribellarsi e svincolarsi, forse guarda Gesรน con disprezzo imputandogli la responsabilitร di quello sforzo inutile. Lโuomo di Cirene รจ quello comune che ragiona come tutti: se lโhanno condannato avrร certamente una colpa! Ma io che colpa ho?
Ma mi piace immaginare anche che, nel segreto di sguardi silenziosi ed eloquenti dopo i ragionamenti istintivi, incrociare lo sguardo di Gesรน gli ha fatto percepire la sua innocenza. In quello sguardo non ha colto il colpevole ma il fratello con il quale portare il peso della prova.
Ma noi che abbiamo assistito al processo davanti a Ponzio Pilato sappiamo che colui che meritava di essere condannato, Barabba โ che significa โfiglio del padreโ – รจ libero e al suo posto Gesรน sale sulla croce. ร avvenuto uno scambio in cui Dio si carica delle nostre iniquitร e le sconta inchiodandole sulla croce.
Questo scambio รจ condizione del nostro cambiamento: da meritevole di condanna sono reso libero, ma sono veramente liberato se tale cambiamento non lo subisco, ma lo vivo insieme con Gesรน.
Il cambiamento che stiamo vivendo รจ un vero e proprio terremoto, come accenna Matteo nel momento in cui Gesรน muore. Di questo cambiamento avremo paura e ci atterrirร se crediamo che esso ci costringa solamente a perdere. In questo senso la paura รจ amplificata dal terrore di scomparire con ciรฒ che perdiamo.
Con Gesรน comprendiamo che il cambiamento che stiamo vivendo, il terremoto che scuote dalle fondamenta la nostra vita รจ il segno e preludio che Dio ci sta portando verso la vita nuova. Essa non รจ la riedizione aggiornata del passato, ma la realizzazione della sua promessa e della sua benedizione: farci figli suoi e fratelli tra noi che si amano portando i pesi gli uni degli altri, come Dio, il buon pastore ci porta sulle sue spalle.
ยซTremi la creatura di fronte al supplizio del suo redentore. Si spezzino le pietre dei cuori infedeli, ed escano fuori travolgendo ogni ostacolo coloro che giacevano nella tomba. Appaiano anche ora nella cittร santa, cioรจ nella Chiesa di Dio, i segni della futura risurrezione e ciรฒ che un giorno deve verificarsi nei corpi si compia ora nei cuoriยป (San Leone Magno, Discorso sulla Passione del Signore, 15, 3-4)
Leggi la preghiera del giorno.
Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualitร biblica a Matera
Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna“



