don Paolo Squizzato – Commento al Vangelo del 8 Novembre 2020

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Siamo tutti in viaggio verso lo Sposo, il nostro orizzonte ultimo, lโ€™oceano infinito in cui ci dilegueremo. La Vita.
La parabola in questione ci ricorda che vi รจ un solo modo perchรฉ questo avvenga: nella Vita si entra da vivi.
Le cinque โ€˜vergini stolteโ€™ provano ad entrarci da morte.
Spente loro stesse, pretendono di partecipare alla luce.

Siamo โ€˜statue di saleโ€™ che anelano al mare, per divenire finalmente noi stessi, per conoscere il compimento.
Gesรน ricorda: ยซVoi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderร  salato? A nullโ€™altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla genteยป (Mt 5, 13).

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Rischiamo di essere come โ€˜lโ€™uomo di sabbiaโ€™, ormai privo si sรฉ stesso di un humus vitale, di una terra fertile capace di nutrire la vita.
Occorre tornare ad essere โ€˜salatiโ€™, sapidi, sapienti, termini profondamente legati tra loro.

Occorrerebbe andare a comprare quellโ€™olio che permetterebbe dโ€™illuminarci, partecipare della luce, essere felici. Ma la felicitร  non si acquista, perchรฉ รจ sempre e solo lโ€™effetto collaterale dellโ€™amore.

รˆ solo lโ€™amore che permette di vivere da vivi, con gusto, fino a scoprire che il mare ce lo portiamo dentro, e le lacrime che sanno di sale sono lรฌ a ricordarcelo.


AUTORE: don Paolo SquizzatoFONTECANALE YOUTUBE

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