don Paolo Squizzato – Commento al Vangelo del 26 Aprile 2020

- Pubblicitร  -

Il โ€˜dubbioโ€™ รจ il combustibile della fede, e la โ€˜crisiโ€™ necessaria a vagliare il credere al fine di far rimanere a galla ciรฒ che realmente conta. Ho sempre avuto paura di chi non ha mai conosciuto il dubbio o la crisi โ€“ soprattutto in ambito di fede โ€“ prima o poi mi vomiterร  addosso tutto il suo fanatismo.

- Pubblicitร  -

Questi due personaggi dopo una grande fiammata dโ€™entusiasmo, sulla via del ritorno conversano col volto triste: Gesรน รจ stato ucciso, le speranze infrante; ora non rimane che consolarsi andando a rifugiarsi nel passato, laddove Israele nellโ€™antichitร  aveva riportato una sonora vittoria su i nemici, una cittadina di nome Emmaus. Espediente psicologico che ci appartiene: rifugiarsi nel passato perchรฉ il presente risulti meno gravoso.

A questi viandanti della disperazione, Gesรน domanda: โ€˜non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?โ€™. Si entra nella gloria, ossia nel compimento dellโ€™essere, nella vita risorta, nella felicitร  attraversando la sofferenza e il dolore, quello che deriva dallโ€™aver amato sino alla fine.

โ€˜Non si risorge perchรฉ si muore ma perchรฉ si amaโ€™.
A conti fatti, ciรฒ che ci rimane รจ la capacitร  โ€“ pur flebile โ€“ di amare. Di vivere tutto ciรฒ che capita avvolgendolo con la benevolenza e la ferma decisione di non rispondere al male col male. Di far partecipe chi ci vive accanto di un pezzo di paradiso, e di spezzarci come pane per sfamare il desiderio di felicitร  dellโ€™altro.

Se si comincia a vivere, lungo la strada degli eterni ritorni, anche quando tutto pare avvolto dalla luce del tramonto, il vincere il male col bene e spezzarsi per lโ€™altro come buon pane โ€“ โ€˜lo riconobbero allo spezzare del paneโ€™, allora forse cominceremo a far esperienza del Risorto anche in mezzo alla crisi di fede piรน nera, al non sentire nulla, e ai dubbi piรน profondi.

Impareremo che prima di credere in Dio ci รจ chiesto di credere nellโ€™amore e in ultima analisi nellโ€™uomo.
Credere in Dio di per sรฉ non vuol dire ancora nulla, potrebbe risolversi in un assenso ad unโ€™immagine creata dai propri deliri. Credere nellโ€™amore significa invece scommettere sullโ€™uomo compagno di viaggio, che mi chiede di potersi fermare a casa mia perchรฉ รจ ormai scesa la sera. Costatando alla fine stupiti di aver ospitato il Dio della festa, che fa ardere il cuore e apre verso un tempo che non conoscerร  piรน tramonto.


AUTORE: don Paolo Squizzato
FONTE: Sito web personale
SITO WEB: https://www.paoloscquizzato.it
CANALE YOUTUBE:
https://www.youtube.com/channel/UC8q5C_j3ysCSrm1kJZ4ZFwA

Altri Articoli
Related

p. Roberto Pasolini, OFM Cap. – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 12 aprile 2026

Se non mostriamo le ferite dell'amore non crederanno al...