O diventiamo โintegraliโ, o saremo sempre โintegralistiโ. Tertium non datur.
Scoprirsi integrali significa abbracciare il mondo che ci abita, nella sua interezza: il bene e il male, la luce e la tenebra, il bianco e il nero. Non cโรจ alcun bisogno di mutilarci e di ferirci per superare la nostra ombra. Sarebbe solo follia. Siamo unitotalitร . La zizzania, lโerba cattiva e infestante รจ parte integrante di noi.
La domanda sottesa a questo brano รจ: โma se tu โ Signore โ sei il Bene, perchรฉ il male, e soprattutto il mio male?โ.
Gesรน nel Vangelo non spende una parola sullโorigine del male, ma soprattutto non ha mai fatto apologetica per giustificare la divinitร . Piuttosto lascia preziose indicazioni su come trattare il male. E spiazzandoci non poco, ci suggerisce di non estirparlo. Noi pensiamo che essere discepoli significhi intraprendere un lento cammino di pulizia nel proprio campo interiore e soprattutto nellโambiente in cui viviamo, in modo tale che alla fine rimanga un bel prato inglese, privo della piรน piccola erba infestante. Strappare la zizzania, distruggere il male dentro e fuori di noi, significa decuplicarlo, significa perpetrare altra violenza, altro odio. Si vince il male solo investendo sul bene facendolo.
ยซNon rendete male per male nรฉ ingiuria per ingiuria, ma rispondete augurando il beneยป (1Pt 3, 9).
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Dal vangelo si evince che Dio ha in qualche modo necessitร del mio mondo malato, del mio peccato perchรฉ si manifesti il suo essere vita e salvezza: ยซQuesta malattia non porterร alla morte, ma รจ per la gloria di Dio, affinchรฉ per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificatoยป. (Gv 11, 4). Le nostre, e altrui, malattie esistenziali, non devono diventare occasioni di morte ma luogo dove lโamore e quindi la vita vi si possano manifestare. Paolo ha cercato per una vita di distruggere la spina nella sua carne (cfr. 2Cor 12, 7ss), ma Dio gli ha rivelato: ยซlasciala stare in te, lasciala crescere in te, non toglierla perchรฉ quella รจ lรฌ per farti memoria di chi sono io: potenza nella debolezza, bene nel male, salvezza dove tutto parla di distruzioneยป. E lโapostolo ha percepito finalmente la vita salvata: ยซMi vanterรฒ ben volentieri delle mie debolezze perchรฉ dimori in me la potenza di Cristoยป (2Cor 12, 9b).
Il male non puรฒ far fallire il progetto di bene di Dio su di me e sul mondo, ma piuttosto accelerarlo e compierlo.
Allora da qui una domanda: ci interessa di piรน scoprirci splendidi campi disinfestati, puliti, โsantiโ, o piuttosto storie che per quanto sporche e insulse hanno la possibilitร di fare esperienza di un Amore che viene a farci visita rivelando la sua e la nostra veritร ? Il cristianesimo non รจ lโesperienza di coloro che ce la fanno, ma di un amore che viene a cercarci. Entrassimo in questa logica evangelica guariremmo da inutili e sensi di colpa. Cesseremo di piangere sul latte versato per cominciare a farlo per aver sperimentato lโamore di una madre che ci abbraccio dopo averlo fatto.
Alla fine la mietitura comunque avverrร e il giudizio di Dio si compirร . E cosa accadrร in quel momento? La zizzania sarร distrutta, consumata, bruciata. Ma attenzione, solo il male che รจ presente nellโuomo e non lโuomo che ha fatto il male. Nel nostro brano non viene rimproverato lโuomo che si รจ trovato della zizzania nel suo campo. Lui non ne puรฒ nulla. E la zizzania viene bruciata. Il male che abbiamo compiuto, la nostra mancanza di misericordia, il nostro non essere riusciti a configurarci con lโamore del Padre, verrร distrutto dallโamore di Dio, che tutto salva (cfr. 1Cor 3, 11ss.).
ยซBisogna accettare tutto, ogni cosa, senza eccezione alcuna, in sรฉ e fuori di sรฉ, in tutto lโuniverso, con lo stesso grado di amore; ma il male in quanto male, il bene in quanto beneยป. (S. Weil, Cahiers, II)
AUTORE: don Paolo Squizzato
FONTE
SITO WEB: https://www.paoloscquizzato.it
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