don Paolo Scquizzato – Commento al Vangelo del 9 Novembre 2025

- Pubblicitร  -

Il Vangelo di questa domenica prosegue, nel vangelo di Giovanni, lโ€™episodio delle nozze di Cana, racconto simbolico che ci ricorda come ciรฒ che chiamiamo Dio non abiti nei cieli, ma lร  dove lโ€™uomo si lascia amare e ama: รจ lรฌ che comincia la festa.

Ora, immediatamente dopo โ€˜la festaโ€™, Giovanni ci conduce nel luogo della religione, dove si respira potere, performance, frustrazione e in ultima analisi, tristezza. Da una parte la fede โ€“ partecipazione senza prestazione alla vita divina che ci attraversa โ€“ dallโ€™altra la fatica del merito e del mercato. Sono le due possibilitร  di vivere la propria vita da credenti. A noi la scelta.

Nella storia, salvo rare eccezioni, ha prevalso un mondo โ€œreligiosoโ€ che ha scelto il controllo invece della fiducia, la dottrina al posto della vita, la fatica di conquistare il cielo attraverso meriti e sacrifici, dimenticando che quel cielo ci abitava da sempre. Ma non lo si รจ voluto credere, perchรฉ troppo bello per sembrare vero. In fin dei conti โ€“ lo sappiamo โ€“ la religione รจ sempre amministrazione del divino: รจ lei ad attestare chi puรฒ entrare, chi ne รจ escluso, quali norme osservare per meritare il favore di un dio.

Ma Gesรน รจ rimasto a Cana, alla festa, ossia in quella postura umana chiamata fede per cui lโ€™imperativo รจ dono: non ciรฒ che lโ€™uomo deve ad un dio, ma ciรฒ che lโ€™Amore desidera donargli. Per questo non puรฒ accettare il tempio trasformato in luogo di commercio, dove tutto si risolve nel becero do-ut-des, io essere umano do qualcosa a te dio altissimo affinchรฉ tu possa ricambiarmi in salute, sicurezza e protezione. Per questo Gesรน ha distrutto โ€“ in maniera definitiva sulla croce โ€“ lโ€™immagine del dio commerciante, convinto comโ€™era che quella fosse la vera idolatria religiosa da sconfiggere.

Giovanni colloca questo gesto in prossimitร  della Pasqua โ€” โ€œdei Giudeiโ€, precisa โ€” quasi a dire: questa รจ ancora una pasqua imperfetta, una liberazione solo rituale. Migliaia in quei giorni salivano al tempio portando agnelli, denaro, e compiendo sacrifici. Un culto che odorava di sangue e fatica. La Pasqua autentica si sarebbe compiuta da lรฌ a poco: sul legno della croce si aprirร  la nuova geografia del divino: non piรน verso lโ€™alto, ma verso lโ€™interno.

- Pubblicitร  -

Da allora, la dimora di Dio รจ lโ€™uomo vivente, come intuiva Ireneo; anzi potremmo dire โ€œDioโ€ non รจ altro che la profonditร  stessa della vita che si dona, il cuore pulsante di ogni essere che ama. รˆ qui la vera liberazione: non dal peccato morale, ma dalla paura di non essere amabili.
รˆ bello costatare come il Vangelo di Giovanni non inizi con un dogma, ma con una demolizione: quella del falso dio.

Solo chi lascia cadere il dio del dovere potrร  incontrare il Dio dellโ€™essere. Solo chi smette di trattare con il Cielo come con un commerciante potrร  accorgersi che il Cielo รจ giร  dentro di sรฉ, come un respiro che non chiede nulla, se non di essere accolto.

E allora, forse, comprendiamo che la fede non รจ un atto religioso, ma semplicemente un atto umano.
Non si tratta di credere in dio, ma di credere come Dio: con la stessa fiducia, la stessa gratuitร , la stessa capacitร  di amare senza misura. Questo รจ il vero tempio, questo il vino nuovo che continua a colmare le anfore del mondo, e fare di ogni quotidiano una Cana dove si vive la festa.

Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.

FONTECANALE YOUTUBEFACEBOOK

- Pubblicitร  -

Altri Articoli
Related

don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 6 Febbraio 2026

Questi fantasmi! Venerdรฌ della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno...

don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2026

Sapore di Vangelo Quando si prepara un buon piatto di...

p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Il commento al Vangelo del giorno a cura di...

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

il Vangelo ci mostra un meccanismo che conosciamo bene....