Noรจ si prepara alla โtempesta perfettaโ: non a una pioggia qualunque, ma a quellโurto che prima o poi, in ogni vita, arriva per spazzare via il superfluo e lasciare emergere โlโunum necessariumโ, lโunica cosa di cui davvero abbiamo bisogno. Il diluvio รจ un mito che parla alla nostra vita: prende le forme di un dispiacere improvviso, di un fallimento che incrina le certezze, di una crisi interiore, del buio che cala sulla mente, di una malattia, di un incidente, della morte stessaโฆ
I contemporanei di Noรจ, racconta il testo, ยซnon si accorsero di nullaยป. Loro continuano a mangiare, bere, mettere al mondo figliโฆ Tutte cose anche buone ma incapaci โ da sole โ di salvare quando la vita scuote le fondamenta. E infatti furono travolti.
Gesรน torna a metterci in guardia: che cosa รจ davvero necessario per non soccombere al diluvio? Pare una sola cosa: lโattenzione. La salvezza non รจ un premio, ma atto di consapevolezza. ร il cuore desto, vigile, capace di cogliere ciรฒ che conta nel momento in cui tutto vacilla.
Un antico libro alchemico del Seicento custodisce una parola enigmatica: VITRIOL. ร un acrostico che recita cosรฌ: โVisita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidemโ, ovvero: ยซVisita lโinterno della terra operando con rettitudine e troverai la pietra nascostaยป.
A livello simbolico il messaggio รจ di una forza sorprendente: scendere nellโโinteriora terraeโ รจ un invito a entrare nelle profonditร del proprio essere, a raggiungere quel luogo segreto dove si rivela ciรฒ che resta quando il resto crolla. ร lรฌ che si trova lโunica cosa necessaria, ciรฒ che ci costituisce in modo definitivo, ciรฒ che la tempesta non puรฒ portare via. Il Sรฉ autentico.
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Tutte le tradizioni, dalle piรน arcaiche alle piรน raffinate, non hanno fatto altro che ripeterci questo: ritorna al Centro. ร nel buio, nel nascondimento, nel grembo silenzioso dellโinterioritร che qualcosa puรฒ finalmente maturare e venire alla luce. La vita stessa lo insegna: il seme ha bisogno della terra scura, il feto dellโombra protettiva del grembo.
Gli antichi lo sapevano bene.
In Egitto le iniziazioni avvenivano nelle piramidi o nelle cripte sotterranee. In Persia si scendeva nelle grotte; i popoli nativi dโAmerica costruivano capanne destinate proprio alla discesa iniziatica. I misteri di Mitra si celebravano nei templi sotterranei, e lโiniziazione era la discesa nel ventre della Grande Madre.
Nella mitologia greca, Orfeo discende nellโAde per ritrovare Euridice, simbolo della sua anima smarrita. Il dio hindรน Krishna scende negli inferi per liberare i suoi sei fratelli โ immagine dei sei chakra โ essendo lui stesso il chakra della corona, il vertice dellโascesa spirituale.
Non cโรจ scampo: prima di salire bisogna scendere. Prima di ritrovare la vita, bisogna attraversare il proprio sotterraneo. Il primo passo verso quella terra in cui la vita si dร in pienezza โ che il Vangelo chiama regno di Dio o regno dei cieli โ passa attraverso il viaggio verso sรฉ stessi.
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ยซIl regno dei cieli รจ simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campoยป (Mt 13, 44). Il tesoro non รจ fuori, รจ nel campo che siamo.
E Agostino lo conferma: ยซNoli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritasยป. Non andare fuori: rientra. ร nellโinterioritร che abita la veritร .
E la voce di Meister Eckhart gli fa eco, con la sua precisione adamantina:
ยซChi vuole penetrare nel fondo di Dio, in ciรฒ che ha di piรน intimo, deve prima penetrare nel suo fondo proprio, in ciรฒ che esso ha di piรน intimo. In effetti nessuno puรฒ conoscere Dio, se prima non conosce sรฉ stessoยป (Sermoni).
Che lโAvvento sia dunque questo: un tempo di silenzio, di nascondimento, di ritorno al buio fecondo da cui nasce ogni luce. Un esercizio di distacco, di svuotamento, di morte simbolica, perchรฉ solo ciรฒ che muore a sรฉ stesso puรฒ risorgere alla Vita.
Il โdiluvioโ che potrร abbattersi sulla nostra vita non sarร piรน una minaccia, ma piuttosto rivelazione. Non tanto una fine ma opportunitร dโun nuovo inizio. E in mezzo alla tempesta, come Noรจ, scopriremo finalmente ciรฒ che resta. Ciรฒ che salva.
Ciรฒ che siamo.
Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.
FONTE – CANALE YOUTUBE – FACEBOOK
