Commento al Vangelo del giorno a cura di don Nicola Salsa.
La preghiera porta Fiducia (Lc 1,26-38)
Trascrizione automatica e corretta tramite IA da YouTube –non rivista.
La preghiera porta fiducia. Nel “Sì” di Maria c’è il nostro “Sì” ad accogliere il Signore nella nostra vita, nella nostra esistenza, nelle nostre scelte.
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Dal Vangelo secondo Luca
L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret, a una vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria.
Dio stesso manda un Messaggero. Maria rivela così tutta la sua delicatezza nel lasciare libertà. Siamo la periferia della storia e delle dinamiche dei potenti. La scelta fondamentale per la salvezza dell’uomo è affidata a una giovane ragazza.
Dio ha scelto di presentarsi così all’uomo, che da solo non può che perdersi. Dio sceglie non la forza o la prepotenza, ma la forza che risiede nell’amore.
Entrando da lei, disse:
“Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te.”
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo la chiama con un nome nuovo, “piena di grazia”, cioè ricolma dell’amore di Dio.
Maria, a questo saluto, rimane turbata perché sa di non meritare così tanto e subito intuisce che, se Dio l’ha colmata di così tanto, è per una missione.
Già in questo turbamento c’è l’intuizione tutta femminile di trovarsi davanti a un mistero grande. Maria scopre qui che Dio l’ha amata fin dal concepimento, che Dio ha per lei una predilezione.
L’angelo le disse:
“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.”
L’angelo spiega qual è il progetto che Dio ha per l’umanità intera. Il nome “Gesù” significa “Dio salva” e, quindi, dietro questo nome c’è descritto il piano di Dio, il desiderio di Dio di salvare ogni uomo per mezzo di questo Figlio che nascerà da Maria.
Un bambino che, già nel nome, ci rivela la presenza stessa di Dio:
“Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo. Il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre, e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe, e il suo regno non avrà fine.”
Colui che nascerà sarà un figlio del suo popolo, ma allo stesso tempo sarà chiamato Figlio di Dio. L’annuncio che il suo regno non avrà fine è già presagio di vita eterna, di risurrezione.
È Dio stesso che, dall’eternità senza tempo, decide di entrare nella storia. Colui che ha creato l’universo diventa una creatura e accetta tutte le conseguenze di questa scelta.
L’uomo non può salvarsi, non può raggiungere Dio. E allora sarà Dio ad andare verso l’uomo. Sarà Gesù a fare tutto quanto è in suo potere e farà tutto quello che l’uomo non può fare da solo.
Allora Maria disse all’angelo:
“Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”
Le rispose l’angelo:
“Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.”
Sarà lo Spirito Santo, sarà Dio stesso a portare la vita con la novità in Maria. Dio entra nel mondo come Figlio.
“Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio, e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile. Nulla è impossibile a Dio.”
In questo momento, Maria accoglie. Già scopre che questo amore l’aveva preceduta, che era detta sterile. Sa anche lei quanto accade anche nelle nostre vite: che quelle ritrovano Dio tornano ad essere vive.
Allora Maria disse:
“Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola.”
E l’angelo si allontanò da lei.
Maria dice il suo “Sì” e lo fa anche a nome nostro. È nel suo rendersi serva che ciascuno di noi viene associato a lei. Nel suo “Sì”, nella sua disponibilità, anche la nostra vita ritrova splendore. Ed è Dio stesso che, nel suo amore, ci rende degni di ricevere ciò che non meritiamo.are.
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