Quando venne l’ora.
È l’ora dell’amore. Venne. Per amore. Fino alla fine. Donando. “Una rivoluzione terrena per amore della salvezza eterna” (Charles Pèguy). Venne l’ora e viene. Dio, il Verbo eterno, sceglie i luoghi dell’intimità (parlerà a tu per tu con Simone-Pietro, Giuda, Sinedrio, Pilato, Erode, Simone di Cirene, le donne di Gerusalemme, il malfattore crocifisso).
Sceglie il dialogo fino in fondo, fino alla fine, per mostrare i luoghi della gioia nel paradossale duello: morte e vita si sono affrontate. I luoghi dell’intimità abitati dai gesti di consegna. Dagli sguardi di profondità. I luoghi dell’intimità abitati dalla presenza per sempre. Consegnati per sempre per ogni tempo della Chiesa-umanità. Offerti per sempre per ogni liturgia dell’altrimenti.
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La stanza sopra, la cena ultima, il pane-corpo, il vino-sangue d’alleanza, l’amicizia con Giuda, la debolezza delle spade, la fragilità dei poteri (Sinedrio, Pilato, Erode), la pace disarmata ad oltranza, il perdono senza condanna, la riconciliazione senza pena, insomma una totalità di gesti e parole che parlano univocamente di gratitudine: la misericordia in azione. L’oggi in paradiso. Sintesi di una vita eucaristica.
Eucarestia srotolata nel cammino degli accadimenti, dalla casa dell’annuncio a Nazaret alla mangiatoia a Betlemme, dal battesimo al Giordano alla tentazione satanica, dall’itinerario sconfinante nei territori dell’eresia alla salita a santità di Gerusalemme. Profumo di umanità rinnovata. Nuova, sempre. La passione del Signore è la passione per l’amare.
L’ora della prova è l’ora del permanere nel gaudio del donarsi. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno. Oggi.
FONTE – Telegram
Foto di Steve Haselden da Pixabay
