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don Mauro Manzoni – Video Vangelo di domenica 11 Maggio 2025

Domenica 11 Maggio 2025 - IV DOMENICA DI PASQUA - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 10,27-30

Data:

Don Mauro Manzoni di graficapastorale.it, propone il video del brano del Vangelo di domenica 11 maggio 2025.

Don Mauro in questo video esplora il concetto di Gesù come il buon pastore, sottolineando il suo ruolo di custode amorevole che si sacrifica per il suo gregge, la Chiesa e ogni individuo. Il commento contrasta questo amore incondizionato con i “mercenari” che abbandonano e sfruttano i vulnerabili. Mette in evidenza l’importanza che il buon pastore offre la propria vita, non come un atto eroico ma come la massima espressione dell’amore. Infine, il commento esorta i credenti a seguire l’esempio del buon pastore, donando la propria vita attraverso atti di amore, perdono e solidarietà.

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Trascrizione del video.

“Solo tu sei il mio pastore, niente mai… Io sono,” dice Gesù, “io sono il buon pastore”. È sufficiente che dicesse “Sono il pastore” per farci comprendere in pieno la missione e il mandato del Padre: pastore, cioè custode e difensore, aiuto, guida e sostegno della Chiesa e di ognuno di noi. Pastore che ama, riconosce e capisce il suo gregge. Ma Cristo si definisce buon pastore e il Vangelo lo ripete diverse volte, insistendo sul perché egli è buono.

Il pastore offre la vita per le pecore. Ci difende, ci protegge e ci tutela offrendo la propria vita per salvarci. Ma non come un eroe, ma come uno che ama fino all’inverosimile e dove noi neppure ci sogneremo di arrivare. Ha amato fino al vertice ultimo, fino al punto oltre il quale non è più possibile amare. È il culmine, il punto più alto, il gesto del dono più completo e assoluto.

E non come il mercenario che abbandona le pecore e fugge al minimo pericolo. E di questi mercenari ce ne sono tanti, troppi in giro. Rubano la vita delle persone inducendo alla criminalità, alla prostituzione, alla violenza, alla pornografia. Rapinano la dignità dei bambini, delle donne, degli anziani, dei malati. Sfruttano la povertà, la miseria, la paura dei più deboli. Di questi mercenari ce ne sono tanti, troppi in giro.

Il buon pastore dà la vita e ci sollecita a seguirlo, a dare anche noi la vita. Cioè donare un sorriso, una stretta di mano, donare perdono, solidarietà, sostegno, creare pace, unità, accoglienza. Forse allora riusciremo a scoprire che chi ci rimette in questo rapporto di amore è il Signore e chi ci guadagna siamo proprio noi. Solo tu sei il mio pastore, niente mai mi mancherà. Solo tu sei il mio pastore, oh Signore.