Don Mariano Landini – Commento al Vangelo di domenica 11 Ottobre 2020

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Come giร  nella scorsa domenica, anche in questa incontriamo Isaia che va a braccetto con Matteo per quanto riguarda la similitudine con cui raffigura il Regno dei Cieli. Lโ€™altra volta il grande profeta aveva intonato il canto della vigna, oggi ci presenta la canzone del banchetto, mentre Matteo riporta la parabola del pranzo di nozze. Il banchetto, come il pranzo nuziale, in tutte le culture รจ lโ€™esempio migliore per esprimere amicizia, dialogo, intimitร , tanto รจ vero che Gesรน, al di lร  delle parabole, sceglierร  proprio i pranzi o le cene per lanciare il suo insegnamento piรน importante, quello dellโ€™amore: ricordiamo il primo miracolo alle nozze di Cana; i banchetti che sanciscono la conversione, come quelli in casa di Matteo e di Zaccheo; le cene con gli amici Lazzaro, Marta e Maria e quelle dopo la resurrezione ad Emmaus e sul lago di Tiberiade. Pensiamo soprattutto alla cena pasquale nellโ€™ultima sera della sua vita, quando istituisce lโ€™eucarestia e il sacerdozio ministeriale.

Per questo il pranzo fra amici diventa anche il simbolo del paradiso, dove vivremo tutti felici, uniti nellโ€™eterno amore di Dio; il paradiso che รจ la condizione finale per la quale siamo stati creati. Aveva ragione Lutero a dire che siamo tutti predestinati, perรฒ lo siamo non alla dannazione, bensรฌ alla salvezza. Dio invita tutti al banchetto dei Cieli e a noi cristiani in piรน dร  anche un biglietto di prelazione, il battesimo, con il quale ci dona la santitร  allโ€™inizio della nostra vita, senza alcun merito da parte nostra. Gesรน perรฒ ci spiega, con la parabola di oggi, che quel biglietto possiamo anche strapparlo e non andare al banchetto, ma quella festa si terrร  ugualmente, anche senza di noi.

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Il Signore invita infatti anche gli altri che non hanno avuto il biglietto perchรฉ, non illudiamoci, non basta dire sono battezzato, cresimato, faccio la comunione… per entrare nel regno dei Cieli (non chi dice Signore, Signore…), mentre vi puรฒ entrare chi, senza sua colpa, non รจ neanche battezzato. รˆ chiaro in questo senso il Concilio Vaticano II allorchรฉ, nella Lumen Gentium (nยฐ 16) dice che ยซ… quelli che senza colpa ignorano il vangelo e la chiesa, ma che sinceramente cercano Dio, possono conseguire la salvezza eternaยป; sono questi i secondi invitati della parabola di oggi, senza il biglietto di prelazione. Ma devono stare attenti anche loro, infatti il Concilio continuaโ€ฆ ยซpurchรฉ si sforzino di vivere una vita rettaยป. รˆ questa la veste nuziale che รจ richiesta a tutti, battezzati e non, per partecipare alla festa del paradiso: lโ€™impegno nel vivere rettamente e nel compiere le opere buone.

La felicitร  di una mamma anziana รจ senzโ€™altro quando, magari per pasqua o natale, raccoglie attorno a sรฉ figli e nipoti, generi e nuore e li vede tutti andare dโ€™amore e dโ€™accordo. E come รจ dispiaciuta se, per una qualsiasi ragione, qualcuno non partecipa e il suo posto rimane vuoto. Questa รจ anche la felicitร  e il dispiacere di Dio: la festa eterna del paradiso, in cui perรฒ ci saranno i posti vuoti di chi ha snobbato lโ€™invito.
Impegniamoci fin da ora a confezionarci lโ€™abito nuziale con la stoffa delle buone opere e il filo della preghiera e dei sacramenti e avremo un posto in prima fila al banchetto delle nozze eterne.


A cura di Don Mariano Landini per Toscana Oggi

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