don Marco Scandelli – Commento al Vangelo di oggi – 11 Marzo 2020 – Mt 20, 17-28

Il commento di don Marco Scandelli.

Di nuovo. Il Signore parla ancora del suo futuro: futuro di morte. E di resurrezione.

Per i discepoli – mossi probabilmente da un desiderio mondano di potere – l’unica parte importante di questo discorso è quella della risurrezione. Ecco allora spiegato il discorso della madre di Giacomo e Giovanni. Ed ancor di più lo sdegno degli altri dieci: non che questi fossero più autentici. Anzi: erano mossi da gelosia.

Ora chiediamoci: e noi? Forse che noi non desideriamo sempre che le tenebre, la notte oscura, la “valle di lacrime” passino il più velocemente possibile, aspettandoci anche di ricevere una qualche ricompensa per la nostra abnegazione, per aver accettato la sofferenza, per essere stati bravi ad accogliere le difficoltà che abbiamo vissuto?

“Signore: siamo stati buoni nell’accogliere le difficoltà. Ora tu ci darai in cambio un premio”.

Ma Gesù cambia registro e ci dice: “Chi vuole essere premiato, diventi servo degli altri”. In questi giorni di difficoltà mi viene spesso in mente l’eroicità dei medici e del personale infermieristico: stanno servendo, con turni disumani. Ma senza “pretendere nulla”. Certamente queste persone, consapevolmente o inconsapevolmente, stanno incarnando la Parola che Gesù oggi ci dona.

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