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don Marco Scandelli – Commento al Vangelo del 3 Marzo 2021

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Il senso del “potere” è aiutare gli altri e non sminuirli

Mentre Gesù svela per la seconda volta il piano che ha in mente per salvare il mondo, gli si avvicina la madre di Giacomo e Giovanni – evidentemente spinta dai due fratelli – che non capendo che Gesù stava andando a morire – e non a fare e per di più vincere la guerra contro i romani – chiede di onorare sul campo i suoi pargoli. Non li vedrebbe male – continua la donna – se potessero sedere uno alla destra e l’altro alla sinistra di Gesù, come a dire: falli tuoi amici più fidati e successori.

Ma se Giacomo e Giovanni fanno questa brutta mossa, gli altri dieci non ne escono migliori: si indignano fino a non rivolgere più loro nemmeno un saluto. A questo punto Gesù deve essere limpido e chiaro: “Se volete essere i primi dovete mettervi in fondo alla fila”. Avranno pensato: “Ma che cosa vuol dire? É un controsenso!”. L’avrete pensato anche voi. Ma in effetti è così: io l’ho capito – e per questo ve lo riporto – il giorno in cui sono divenuto parroco. Fino a quel momento avevo sempre bisogno di dimostrare chi fossi, nel modo di vestire, nel modo di parlare, nel modo soprattutto di trattare gli altri.

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Quando son diventato parroco mi sono sentito subito “padre” dei miei parrocchiani. E questo mi ha permesso di trattarli – ovviamente anche a volte sbagliando – non come dei sottoposti, ma come dei germogli con l’unico mio scopo di farli crescere sani e robusti. Sì: pensare che l’altro non ti è nemico o alternativo e pensare che l’unico tuo compito sia quello di investire sul bene dell’altro perché emerga, è ciò che ci chiede oggi Gesù.


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AUTORE: don Marco ScandelliSITO WEB CANALE YOUTUBE