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don Manuel Belli – Commento al Vangelo del 6 Dicembre 2024

Lettura del Vangelo e commento del testo che la liturgia propone per il 6 dicembre 2024.

Buon venerdì di Avvento a tutti!

Mettiamoci in ascolto del Vangelo che anche oggi ci viene regalato dalla liturgia.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguirono gridando:
«Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».

Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro:
«Credete che io possa fare questo?».

Gli risposero:
«Sì, o Signore!».

Allora toccò loro gli occhi e disse:
«Avvenga per voi secondo la vostra fede».

E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo:
«Badate che nessuno lo sappia!».

Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Come stiamo un po’ scoprendo da questi primi giorni d’Avvento, l’Avvento cerca sempre di accostare la prima lettura, spesso tratta dal libro del profeta Isaia, con il Vangelo, secondo una dinamica di profezia e compimento.

C’è una frase molto interessante nella prima lettura dal profeta Isaia che leggiamo quest’oggi:
«Dice il Signore Dio: Certo, ancora un po’ e il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva. Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno».

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Molto bella, no, questa espressione: «Liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno». Ma anche: «In quel giorno i sordi udranno le parole di un libro».

Sentire e vedere non sono due dinamiche banali nella nostra vita. Sono anche due azioni veramente molto impegnative. Noi quante cose ascoltiamo nella nostra vita? Quante cose passano attraverso le nostre orecchie?

Ma cos’è che sentiamo davvero, al di là di quello che ascoltiamo?

E quante cose, invece, quante immagini, no, colpiscono i nostri occhi? Quante cose guardiamo? Ma cosa vediamo davvero?

Sentire e ascoltare, guardare e vedere non sono la stessa cosa. Noi vediamo, certo, vediamo tante cose, ma vedere davvero è un’altra questione.

Quante volte non ci sentiamo visti, ad esempio? E ci sono momenti in cui sei in mezzo a centinaia di altre persone e non ti senti visto. Guardato, sì, ma visto no.

Quante volte ci capita nella vita che ci guardiamo attorno, ci guardiamo indietro e pensiamo: «Ma come ho fatto a non vedere quella cosa? L’ho guardata, ma non l’ho vista».

Eh, perché vedere vuol dire che non soltanto ho un’immagine di te, ma ti sto prendendo in carico. Io sto capendo chi sei, tu entri nella mia vita e io so decifrarti.

Abbiamo bisogno di essere visti. Quanto abbiamo bisogno di essere visti! La nostra vita diventa bella quando qualcuno ci vede, non solo ci guarda, quando siamo dentro la storia di qualcun altro.

Ma abbiamo un sacco bisogno di vedere, non soltanto di guardare, ma di riuscire a costruire la storia di ciò che vediamo, di riuscire a costruire una storia del mondo in base a ciò che vediamo.

Forse siamo ammalati di sguardi e non di viste, nel senso che siamo bombardati da mille immagini e facciamo estremamente fatica a vedere qualcosa.

Cioè, a stare su qualcosa, a fare in modo che questa cosa che sto vedendo faccia parte di me. Ho voglia di mischiare la mia storia con quello che sto vedendo.

Ecco il potere del Signore. Il Signore ci fa vedere veramente tutto della realtà. La sua Parola è in grado di decifrare la realtà in cui ci troviamo.

Grazie a Lui imparo a vedere, non solo a guardare, perché so vedere tutte le cose come sue creature, dentro quel grande disegno che Lui chiama Regno di Dio.

E allora, con questa chiave comprendiamo la lettura di oggi:
«Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
«Credete che io possa fare questo?».
«Sì, o Signore!».

E si aprirono loro gli occhi.

Forse davvero siamo noi, no, questi ciechi che possiamo chiedere al Signore:
«Signore, fammi vedere!».

Perché funzionano magari i miei occhi. Magari per qualcuno no, davvero, non vorrei mancare di rispetto, però statisticamente tante persone che stanno ascoltando questo video probabilmente hanno gli occhi che funzionano.

Ma non è questione di avere gli occhi che funzionano. A volte non vedo. Faccio fatica a vedermi. Faccio fatica ad essere visto. Faccio fatica a decifrare.

Vedo, a volte, tutto come caotico.
Signore, fammi vedere!.

Grazie alla tua Parola, decifra la realtà con me. Aiutami ad avere intelligenza, capacità di leggere dentro tutto ciò che Tu stai facendo.

Ecco, che sia davvero il dono che il Signore ci fa.

Forse non basta questo venerdì di Avvento, ma forse lo possiamo intuire: possiamo imparare a vedere, non solo a guardare, ma a sentirci dentro le cose, a sentire le cose in noi e a sentirci tutti insieme dentro il grande disegno di Dio.

Quando riusciamo a collocare le cose dentro il Regno di Dio, allora stiamo imparando a vedere. E ci rendiamo conto che è un Suo dono, che è Lui che guarisce la nostra vista.

Grazie di questo momento. Auguro a tutti di cuore un buon venerdì!

Link al video

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