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don Luigi Verdi – Commento al Vangelo di domenica 26 Gennaio 2025

L’oggi di Dio è un presente dentro la nostra vita

Un “oggi” che è per sempre, un oggi che non diventa ieri, passato, ricordo di qualcosa avvenuto lontano nel tempo, ma che ricomincia sempre daccapo, come un incepparsi del calendario, come un orologio che non fa scorrere le sue lancette.

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“Oggi” leggiamo nel Vangelo scritto quasi 2.000 anni fa, è veramente oggi: è l’oggi di questa giornata della mia vita, è il mio presente. È l’oggi di Zaccheo, «Scendi subito perché oggi devo fermarmi a casa tua», è l’oggi del pane quotidiano, ed ha a volte il sapore amaro dell’oggi «tu mi tradirai» detto a Pietro.

Quando Dio entra nella storia lo fa per sempre, quando un Dio decide di mescolarsi alle sue creature lo fa ogni giorno, nell’eterno presente di chi è sempre pronto a ricominciare, nel gioco infinito di chi non è mai stanco. Perché l’amore non si stanca mai.

Non spiega Gesù il brano di Isaia che ha appena letto, non gli interessano le speculazioni di pensiero, le teologie, le filosofie, le dottrine: il programma è quello, già scritto, resta da farlo vivere, oggi. Alle parole succedono i fatti, la parola diventa carne, diventa gesto concreto, avvenimento compiuto: per gli afflitti e i poveri oggi, proprio oggi, inizia un tempo nuovo. 

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