Quel Dio ยซlontanoยป che troviamo dentro di noi
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Ed io che mi sforzavo di bucare il cielo, alzando lo sguardo per arrivare aldilร delle nuvole, come volessi trapanarle, lร dove pensavo che se ne stesse Dio; io che mi immaginavo questo Dio imperturbabile e lontano, inaccessibile e indifferente alla mia storia, alle mie cadute, al mio dolore; io che pensavo che non bastasse gridare e rinfacciargli la mia sofferenza e la mia angoscia per raggiungerlo lร dove Lui si nascondeva, in quel cielo troppo vasto in cui mi ero perso e smarrito nella piรน gelida solitudine.
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Oggi scopro che ho faticato inutilmente, come a voler spaccare la roccia con le mani, e che quel Dio che volevo toccare e davanti al quale avrei voluto un poโ inginocchiarmi e un poโ sfidarlo, mi รจ intimo piรน di me stesso: ha messo la sua tenda nel mio cuore, mi abita.
Quel cielo irraggiungibile me lo ha portato dentro. Scavando, Lui sรฌ, per davvero, la pietra del mio cuore. Sovvertimento totale e paradossale dellโumana logica che vorrebbe distanze e lontananze, separazioni nette e definitive tra Dio e le sue creature, tra visibile e invisibile, tra spirito e materia, tra morte e vita.
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