- Pubblicità -

don Luigi Verdi – Commento al Vangelo di domenica 23 Marzo 2025

Il Signore non si stanca di attendere i nostri frutti

Lo abbiamo già incontrato, curvo sulle radici, sudato e sporco di polvere, chino a zappettare o a camminare, con occhi splendenti di fiducia, spargendo semi in abbondanza: sì, lo abbiamo già incrociato sulle nostre strade, questo Dio contadino instancabile, che non si ferma mai, che ricomincia sempre daccapo e non si lascia abbattere dalle delusioni e dai tradimenti.

Continua dopo il video.

- Pubblicità -

Perché così è la vita, inguaribilmente ottimista. E così è Dio: «Voglio lavorare ancora un anno intorno a quel fico e forse porterà frutto». Ancora un anno. Questo è l’unico miracolo ed è quello di Dio: vedere sempre una piccola probabilità nello stoppino fumigante, nella canna incrinata.

È un Dio che si accontenta e si aggrappa ad un fragile “forse” e lascia un altro anno di respiro ai tre anni di inutilità, perché si fida, oltre ogni speranza. Forse. Parola dubitativa di quando tutto può succedere e tutto ancora farsi. Forse ti troverò, forse mi salverò, forse guarirò, forse ritornerò… Forse, si apre alle possibilità, si incanta sul futuro o, più semplicemente, sul dopo.

Non chiude. Non definisce una condizione, ma resta sospeso e attende. Forse, porta in cuore un dubbio e custodisce la bellezza del rientro. Che bello quando ancora gli accadimenti non sono accaduti, quando costringono in una pausa di attesa, o in un respiro trattenuto. Tutto può ancora succedere, anche quel fico sterile può dare frutti, se sono disposto a lavorarci. 

[…] Continua a leggere su Avvenire.