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don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo di oggi, 19 Giugno 2019 – Mt 6,1-6.16-18

“Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli”.

La tentazione di vivere davanti agli uomini è sempre molto forte. È quella tentazione che ci fa vivere nel condizionamento del giudizio degli altri. Siamo come bisognosi che gli altri si accorgano di noi, che ci riconoscano, che ci dicano bravo.

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Ma dietro questo bisogno tutto umano può nascondersi anche una fatale dipendenza che ci toglie completamente la libertà di essere noi stessi. Il vangelo di oggi ci dice che il bene è tale non quando cerca il consenso o l’ammirazione, ma quando non cerca null’altro che il semplice bene.

“Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa”. Ma questa regola d’oro di non vivere dipendenti dal giudizio e dal riconoscimento altrui deve toccare innanzitutto la nostra vita spirituale. In questo senso la nostra preghiera non deve mai diventare un modo per ostentare la fede, o per sentirci migliori degli altri.

La preghiera che conta è la ricerca di un’intimità con il Signore che la si trova solo a patto di entrare innanzitutto in quella stanza segreta del cuore. Non è un invito a nascondersi, ma a non trasformare la preghiera in una pratica religiosa che salva solo il nostro buon nome e non per forza la nostra vita. “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

Allo stesso modo il digiuno, come ogni altra pratica penitenziale non può trasformarsi in un pretesto per attirare l’attenzione degli altri, o per giustificare i nostri musi lunghi e le facce da funerale. “Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore