don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 7 Giugno 2020 – Mt 5, 1-12

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<<Vedendo le folle, Gesรน salรฌ sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: “Beati…”>>.

รˆ cosรฌ che comincia il racconto dell’evangelista Matteo che ci narra le beatitudini. E non รจ un dettaglio di poco conto perchรฉ prima ancora di scendere nelle nove beatitudini proclamate nel brano, ciรฒ che conta รจ vedere come Gesรน ha gli occhi aperti sulla gente che ha dinnanzi.

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Egli si accorge del dolore, delle lacrime, delle ingiustizie, delle potenzialitร , dei limiti, delle situazioni concrete di chi lo segue. Cosรฌ come nell’Antico Testamento Dio vede e ascolta la sofferenza del popolo oppresso in Egitto e manda a liberarlo, cosรฌ nel Vangelo Dio attraverso suo Figlio si accorge del dolore e della situazione concreta degli uomini, e manda proprio Gesรน, il nuovo Mosรจ, a dare una liberazione che non ha piรน date di scadenza.

Infatti, il misterioso messaggio che Gesรน consegna ai suoi discepoli consiste proprio nel chiamare beati coloro che in realtร  non stanno vivendo un’apparente beatitudine, ma il suo contrario. Gesรน non sta promettendo qualcosa che accadrร  un giorno e basta, ma sta dicendo che proprio in questo momento, quando tutto ci sembra contrario e contraddittorio, รจ nascosta una beatitudine, un significato profondo delle cose che trasforma le cose stesse da disgrazia a grazia.

รˆ il paradosso di sentirsi salvati proprio in ciรฒ che sembra ci stia distruggendo. รˆ incontrare gioia al fondo di un dolore. Gratitudine nella faticosa esperienza di una malattia che ci porta alla morte. Coraggio e forza in una ingiusta persecuzione e difficoltร . La redenzione non riguarda solo un futuro prossimo, ma abita il fondo del presente.

Prendere sul serio le beatitudini non significa imparare una nuova regola morale, ma guardare con occhi diversi la nuda e cruda realtร  che stiamo vivendo in questo momento. Sono gli occhi della fede che ci aiutano a vedere ciรฒ che gli occhi dei nostri ragionamenti non riescono a scorgere.


AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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FONTE: Amen – La Parola che salva

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