don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 4 Novembre 2024

Commento al brano del Vangelo di: Lc 14,12-14

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Viviamo in una società e in una cultura dominata dal do ut des. Tu vuoi bene a me e io allora voglio bene a te. Tu mi rispetti e allora io ti rispetto. Tu mi tratti male allora io ti tratto male.

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Questa sorta di giustizia che all’apparenza è molto convincente nasconde una trappola: chi reagisce a specchio rispetto agli altri in realtà non sceglie mai, lascia sempre che siano gli altri a scegliere e di conseguenza egli risponde con la stessa moneta.

Le persone veramente libere sono quelle che fanno delle scelte a fondo perduto, senza attendere per forza un contraccambio. Esse sono libere perché sono tremendamente gratuite nel loro modo di vivere. È questo quello che Gesù tenta di chiedere nel Vangelo di oggi:

«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Ciò che Gesù aggiunge è indicare come segreto della gioia quello di andarsi a cercare situazioni in cui si può donare senza ricevere nulla in contraccambio. Per vivere in questo modo si deve comprendere una regola fondamentale dell’amore: chi ama veramente è felice di fare il bene senza essere visto.

Chi ama veramente ama senza che neppure la persona amata è messa nelle condizioni di accorgersene. Esse godono del tuo amore ma non se ne sentono mai in debito. L’amore libero non è mai una moneta ma è amore che non va cercando nemmeno la gratitudine.

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Autore: don Luigi Maria Epicoco
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