Ogni fine ci incupisce sempre, ma solo perchรฉ a noi non piacciono le cose che finiscono. Certo, a volte si รจ molto felici che certi anni siano passati, perchรฉ magari sono state delle cisterne di problemi e di sofferenza o di cose difficili da vivere.
Ma normalmente alcune date ci mettono dentro molta nostalgia e pensieri. Un cristiano รจ uno che non solo sa fare spazio in sรฉ alla nostalgia, ma sa collocare accanto ad essa la gratitudine. Noi non possiamo vivere l’ultimo giorno dell’anno non ricordandoci che siamo figli di Uno che ci ha salvati e che ha riempito di luce le nostre tenebre: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di veritร ”.
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Il prologo del Vangelo di Giovanni che leggiamo oggi, vuole incidere a fuoco dentro ciascuno di noi, che Cristo si รจ fatto carne della nostra carne, sangue del nostro sangue. ร stabilita cosรฌ la fine della nostra radicale solitudine. Non siamo piรน soli, mai.
Possiamo sentirci soli, ma non lo siamo nella sostanza, e la memoria dell’incarnazione ci fa trovare la forza di vivere ย sempre con gratitudine ogni istante della nostra vita, anche il piรน doloroso. E questo perchรฉ Dio non รจ rimasto velato, ma si รจ raccontato: “Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che รจ Dio ed รจ nel seno del Padre, รจ lui che lo ha rivelato”. Ecco perchรฉ la fine per noi cristiani รจ sempre una memoria del fine.
Solo se apriamo gli occhi allo scopo della vita, al suo vero fine, allora possiamo trovare il coraggio di guardare in faccia anche la fine senza avere paura, ma anzi riuscendo a dire anche ad alta voce il nostro grazie.
Il vangelo di oggi ci mette davanti una pagina difficile dell’evangelista Giovanni, e lo fa forse per ricordarci che anche la nostra vita a volte non รจ di facile decifrazione, eppure essa nasconde al fondo una buona notizia.
Vangelo significa “buona notizia”, ed essa lo รจ anche quando la capiamo subito, come la nostra vita.
