don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 3 Settembre 2025

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Vangelo del giorno di Lc 4,38-44

รˆ necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre cittร ; per questo sono stato mandato.

In quel tempo, Gesรน, uscito dalla sinagoga, entrรฒ nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinรฒ su di lei, comandรฒ alla febbre e la febbre la lasciรฒ. E subito si alzรฒ in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demรฒni, gridando: ยซTu sei il Figlio di Dio!ยป. Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perchรฉ sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscรฌ e si recรฒ in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perchรฉ non se ne andasse via. Egli perรฒ disse loro: ยซรˆ necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre cittร ; per questo sono stato mandatoยป.
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Parola del Signore.

โ€œGesรน, uscito dalla sinagรฒga, entrรฒ nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinรฒ su di lei, comandรฒ alla febbre e la febbre la lasciรฒโ€.

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La grande lezione che ci viene dal Vangelo di oggi riguarda le nostre prioritร  come credenti e come Chiesa. Come si puรฒ infatti entrare in una casa e rimanere indifferenti alla sofferenza che vi รจ dentro?

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Come ci si puรฒ sedere a tavola di una famiglia e ignorare che nella stanza accanto cโ€™รจ a letto una persona che soffre? Capita spesso di cadere anche noi nella tentazione di prenderci la parte migliore e vincente della societร , dimenticando che la nostra prioritร  devono averla i sofferenti.

A tutti piace un gruppo giovani, ma a pochi piace perdere tempo nelle case degli anziani. A tutti piacciono le famiglie felici, ma pochi si domandano cosa si potrebbe fare per tutte le ferite familiari che si consumano nel silenzio.

A tutti piacciono i bambini vivaci che ti rallegrano la giornata, ma pochi sono disposti a prendersi a cuore bambini con disturbi o gravi forme di handicap. Dobbiamo imparare a โ€œchinarciโ€ come Gesรน, ed essere Chiesa cosรฌ.

La guarigione non consiste per forza o prioritariamente nel togliere un problema, ma nel farlo smettere di essere una prigione. Cโ€™รจ un servizio che puรฒ scaturire anche dalla sofferenza. Un apostolato che puรฒ essere fatto solo da chi soffre, da chi si trova su una cattedra scomoda che รจ quella della croce.

Cโ€™รจ un rimettersi in piedi che coincide con una ripresa di libertร  che nella solitudine a volte si perde. La vicinanza di Gesรน guarisce e libera quella donna. Non dovremmo essere anche noi cosi? Non dovremmo anche noi โ€œchinarciโ€, prendere per mano, accompagnare chiunque si sente prigioniero di quella febbre che รจ lโ€™infelicitร ?

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โ€œE subito si alzรฒ in piedi e li servivaโ€.

Ecco il miracolo: ridare agli altri la dignitร  di sentire di essere ancora utili, significativi, e non piรน scartati e senza senso.

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