don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 28 Giugno 2022

1138

Quante volte la barca della tua vita è in balia delle onde? E Dio dov’è? Sembra dormire. E così nasce dentro una rabbia che invade tutto.

Nel Vangelo di oggi i discepoli dicono: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Perché la rabbia va sempre trasformata in preghiera!

“Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva”.

La consolazione che tante volte ci porta il vangelo consiste soprattutto nel non tacere quello che solitamente sentiamo nella nostra vita ma che non abbiamo quasi mai il coraggio di dire ad alta voce. Ad esempio quante volte la barca della nostra vita è in balia delle onde?

Problemi, imprevisti, situazioni che non abbiamo scelto, eventi che sono più grandi di noi sembrano abbattersi sulle nostre piccole forze e speranze e ci mettono così tanto in pericolo da sentire che da un momento all’altro finiremo male e cadremo nel grande mare della disperazione.

E Dio dov’è? Sembra dormire. Questo non solo ci risulta incomprensibile ma fa scattare anche una sottesa rabbia che invade tutta la nostra vita spirituale. Quante volte la gente che incontro decide di non pregare più, di non accostarsi più ai sacramenti, di non dare più spazio alla fede nella propria vita, e questo perché fondamentalmente è arrabbiata. Se Dio c’è perché non interviene? Perché sembra che dorma?

“Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!»”.

Ecco la prima grande lezione: la rabbia va sempre trasformata in preghiera. Se ciò che di difficile viviamo ci toglie la preghiera, il rivolgerci a Lui, allora è proprio in quel momento che abbiamo perso tutto. Dobbiamo sempre trovare il coraggio di essere sinceri, di dire nella preghiera tutto, e soprattutto di non smettere mai di pregare nonostante la voglia che abbiamo di andarcene.

“Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia”.

La risposta di Gesù è chiara. Vivere avendo fede in Lui significa accettare che la Sua presenza non fa scomparire quello che normalmente c’è nella vita di ogni uomo sulla terra. Ma significa vivere tutto, anche i venti contrari e le onde nella barca, sapendo che in fondo siamo Suoi, e che possiamo solo fidarci più di Lui che delle tempeste.

Fidarsi è decidere di fidarsi.