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don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 27 Marzo 2019 – Mt 18, 21-35

“Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento”. Ci sono due letture che si possono dare dell’insegnamento di Cristo. Una è più superficiale e sostanzialmente crede che Gesù sia venuto ad annunciarci un vago “volemose bene” dove tra baci e abbracci risolveremo il problema dell’uomo magari ritrovandoci tutti insieme attorno a una pizza e brindando con una birra. A chi pensa che il cristianesimo sia questo, non riesce neanche minimamente a considerare quanto possa essere serio l’amore a cui Cristo ci chiama.

Un amore che si poggia su quattro sentimenti non regge le cose grandi della vita. L’amore di Cristo è un amore fino alle estreme conseguenze, è un amore che dà la vita. È amore per i nemici, amore per chi è lontano, amore per il buio in noi stessi. E in un amore simile è difficile fare a meno della Legge e dei Profeti che sono come una fiaccola e una bussola. Una vita che non ha una direzione, un metodo, non va molto lontano.

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Nel viaggio di questa esistenza non bastano le buone intenzioni, bisogna poi saper usare davvero bene anche la testa e il cuore. Gesù sta cercando di dirci questo nel Vangelo di oggi, cioè di usare anche la testa e la propria libertà senza credere che Lui sia venuto per risolvere con magia i nostri problemi. Il vero problema è però rendersi conto che in questa traversata non basta usare la testa e la volontà, serve anche la Grazia.

La Grazia è il compimento della testa e della libertà, per questo Gesù dice che è venuto a portarci il compimento. Ma nei nostri tempi dobbiamo incidere con forza nelle nostre consapevolezze ciò che oggi Gesù ci dice: “Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli”.

Credere è fidarsi della Grazia che ci ha portato Cristo, e questo non a scapito della testa e della libertà di ognuno, ma come compimento.

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Vangelo del giorno

Mt 5, 17-19
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.