don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 14 Luglio 2020 – Mt 11,20-24

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<<Allora si mise a rimproverare le cittร  nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perchรฉ non si erano convertite>>.

Il primo esame di coscienza, a cui il Vangelo di oggi ci spinge, รจ quello di vedere se la nostra vita รจ piena o meno di miracoli. Quando pensiamo a questi segni di Dio, ci viene spontaneo andare alla ricerca di grandi segni straordinari, ma la veritร  รจ un’altra: i miracoli sono la tenerezza di Dio nei piccoli dettagli della nostra esistenza.

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A volte รจ un miracolo lo sguardo di un figlio, il silenzio della mattina presto, la pagina di un libro, una consapevolezza imprevista, il fatto di camminare con le nostre gambe, la serenitร  di accettare quando questo non รจ possibile, e cosรฌ via. Tutte le cose che ho elencato troppo spesso le diamo per scontate e non le consideriamo un dono, un segno di Dio, un miracolo della sua vicinanza a noi.

E quando tu ragioni con “il tutto mi รจ dovuto”, allora si rischia di fare la fine di Corazin e Betsร ida: <<Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsร ida. Perchรฉ, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, giร  da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. Ebbene io ve Io dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra>>.

La conversione consiste nel cambiare lo sguardo sulle cose perchรฉ esse non sono cosรฌ come noi le abbiamo viste per molto tempo. Una persona che si accorge di tutto il bene che รจ presente nella sua vita vive con piรน gratitudine, e non spreca nulla. Sprecare significa vivere costantemente scontenti, con lo sguardo fisso sempre a ciรฒ che non abbiamo e completamente ciechi davanti a quello che invece c’รจ. L’inferno non รจ forse avere tutto quello che ci serve per essere felici e non accorgercene? L’inferno non รจ forse pensare che ciรฒ che stiamo cercando รจ sempre domani e mai oggi? Ecco perchรฉ Gesรน tuona cosรฌ forte oggi, per svegliarci al “qui e ora”, e sperimentare cosรฌ un pezzo di eternitร  nascosta nel presente.

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