don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 13 Giugno 2020 – Mt 5, 33-37

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Un’altra indicazione decisiva ci viene dal Vangelo di oggi. Il modo di parlare di un cristiano non deve avere niente a che fare con la retorica di chi usa le parole per crearsi una veritร  a proprio comodo, e per fare questo tira in ballo Dio, il cielo, la terra, e mille altre cose. Un cristiano รจ sempre pervaso da quel rispetto che gli fa smettere di essere ampolloso e falso, per essere invece essenziale e sobrio.

<<Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: nรฉ per il cielo, perchรฉ รจ il trono di Dio; nรฉ per la terra, perchรฉ รจ lo sgabello per i suoi piedi; nรฉ per Gerusalemme, perchรฉ รจ la cittร  del gran re>>.

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Un cristiano si ricorda che persino se stesso non รจ materia da tirare in ballo in un giuramento, perchรฉ in veritร  non ci siamo dati la vita da soli e tutte le volte che vogliamo darci ciรฒ che conta da soli finiamo spesso in tragedia. La Bibbia รจ piena di chi, preso da delirio di onnipotenza, si รจ ritrovato a terra, nella polvere.

<<Non giurare neppure per la tua testa, perchรฉ non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello>>. Un cristiano ha la chiara percezione che la sua parola conta solo quando non si lascia sedurre dal maligno che molto spesso ci fa gonfiare i discorsi per mostrarci agli altri per ciรฒ che non siamo; ci fa esagerare le nostre peripezie per suscitare pietร  in chi ci ascolta; ci fa arlare per assoluti dimenticando che la realtร  รจ fatta di sfumature.

La cosa migliore รจ un ‘altra: <<Sia invece il vostro parlare sรฌ, sรฌ; no, no; il di piรน viene dal maligno>>, Il miglior esorcismo sull’uso sbagliato della parola รจ sorridere con noi stessi di tutte quelle volte che ci accorgiamo di usare la parola per manomettere la realtร , l’immagine di noi stessi, o la profonditร  delle cose che viviamo.

Quando c’รฉ ne accorgiamo sorridiamo, smettiamola subito e usiamo la parola migliore che possiamo usare, cioรจ il silenzio. In questo senso รจ sacro.


AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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FONTE: Amen – La Parola che salva

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