don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 13 Aprile 2019 – Gv 11, 45-56

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ย  <<Che facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare cosรฌ, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione>>. Come si fa a convincere che il male in realtร  รจ un bene? Attraverso la strategia della paura. Basta insinuare una paura nella mente e nel cuore di qualcuno o di un popolo, e subito cose che prima erano considerate sbagliate, d’un tratto trovano una giustificazione.

รˆ con questo tipo di strategia che si fa spazio nei contemporanei di Gesรน l’idea sempre piรน forte di ucciderlo. Ma lungi da noi pensare che noi siamo migliori, Basta guardare le nostre vite per accorgerci di quanto potere diamo alla paura e a ciรฒ che essa ci suggerisce. Ad esempio la paura di soffrire ci dice che non dobbiamo permettere a nessuno di entrare troppo nel nostro cuore, e cosรฌ commettiamo interiormente un delitto contro ogni tentativo di amore, ma ci diciamo che รจ ‘(per una causa buona”.

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Con ragionamenti cosรฌ hanno portato Gesรน in croce. <<Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera”. Questo perรฒ non lo disse da sรฉ stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzรฒ che Gesรน doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderloยป.

Il Signore ha sempre la capacitร  di riempire di un significato profondo le cose, anche le piรน sbagliate, ma ciรฒ non toglie nessuna responsabilitร  alle nostre azioni. Qualcuno nei secoli ha ingenuamente detto “bisognerebbe dire grazie a chi ha condannato Gesรน, perchรฉ cosรฌ ha potuto donarci la risurrezione”. Ma a me verrebbe piรน da dire che bisogna ringraziare Dio che nonostante quella condanna a morte ha saputo tirare fuori una storia di salvezza.

รˆ cosรฌ anche per il male della nostra vita, ma questo deve spingerci a convertirci e non a giustificarci.

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Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

Dal vangelo secondo Giovanni
Gv 11, 45-56

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciรฒ che Gesรน aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Lร zzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesรน aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinรจdrio e dissero: ยซChe cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare cosรฌ, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazioneยป.
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: ยซVoi non capite nulla! Non vi rendete conto che รจ conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!ยป. Questo perรฒ non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzรฒ che Gesรน doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesรน dunque non andava piรน in pubblico tra i Giudei, ma da lรฌ si ritirรฒ nella regione vicina al deserto, in una cittร  chiamata รˆfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesรน e, stando nel tempio, dicevano tra loro: ยซChe ve ne pare? Non verrร  alla festa?ยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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