- Pubblicità -

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 13 Agosto 2025

Data:

Vangelo del giorno di Mt 18,15-20

Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore.

- Pubblicità -

Quale carità suggerisce il Vangelo davanti all’errore del fratello che sbaglia?
È questa la domanda a cui risponde il Vangelo di oggi:

“Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano”.

Ascolta “don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 13 Agosto 2025” su Spreaker.

Basterebbe questa indicazione del Vangelo a bandire dai nostri atteggiamenti personali e comunitari ogni forma di chiacchiericcio e di parole pronunciate alle spalle.
La carità vuole che il primo passo verso chi sbaglia sia affrontarlo a viso aperto, personalmente, con una discrezione immensa.

E solo se questo fallisce, aggiungere con molta umiltà l’aiuto di qualcun altro.
Se ancora persiste, allora chiamare le cose per nome ad alta voce.
E solo allora, se ancora non è cambiato nulla, si ha il diritto di prenderne distanza.

Ma è una distanza che nasce dalla sofferenza e non dall’indifferenza.
Se si crea occasione per colmarla, noi dobbiamo sempre essere i primi a fare il primo passo.
Altrimenti, da cosa si dovrebbe evincere che noi siamo cristiani?

“In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”.

È così grande la potenza di una fraternità che la sua efficacia può essere messa alla prova con la preghiera.
Quando una richiesta nasce dalla preghiera di due o tre persone che si vogliono davvero bene, Cristo accorda sempre ciò che si domanda, perché il cielo obbedisce sempre alla logica dell’amore, perché Dio è Amore.

Ecco allora il segreto di ogni vera preghiera efficace: amare sinceramente gli altri e chiedere a Dio a partire da questo amore vero.
L’amore è irresistibile per Dio.
Gesù ne è la prova.

- Pubblicità -


Condividi