don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 13 Agosto 2023

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“La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura”.

La terra rappresenta sempre il luogo delle certezze. Molte volte nella vita vengono a mancare quelle certezze umane che tanto cerchiamo per andare avanti. In loro mancanza la nostra vita sembra essere piena di una strana agitazione, ansia, paura. Eppure in mezzo alla fatica, al senso di spaesamento e al buio, Gesù si fa spazio camminando sopra tutto ciò che ci impedisce di approdare.

La nostra reazione? Lo spavento, la paura, le urla. E questo per un motivo molto semplice: noi desideriamo cambiamenti, ma quando essi arrivano ci spaventano. E poco importa se siamo audaci come Pietro:

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“«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù”. Basta poco per affondare: “Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»”.

Siamo sempre divisi tra il credere a Gesù e il credere alle nostre paure. Ma è come se il vangelo di oggi ci volesse dire che il problema non è se Dio ci ascolta, ma se noi ci crediamo davvero, o preferiamo invece il déjà vu delle nostre paure. In fondo per quanto le odiamo, almeno loro le conosciamo.

Gesù invece è la novità, è la misteriosa alternativa alle nostre paure.

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✝️ Commento al brano del Vangelo di:  ✝ Mt 14,22-33

AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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