don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 12 Gennaio 2026

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Vangelo del giorno di Mc 1,14-20

Convertitevi e credete nel Vangelo.
Dal Vangelo secondo Luca

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore.

L’evangelista Marco ci riporta nel dettaglio il contenuto della predicazione di Cristo:

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».

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Letto così velocemente si potrebbe rimanere delusi da un messaggio simile. In fondo altri profeti e persino Giovanni Battista hanno usato parole simili. Eppure c’è una novità nelle parole di Gesù: egli non parla più di qualcosa che dovrà accadere ma di qualcosa che sta già accadendo. Gesù riporta tutta l’esperienza della fede nel qui ed ora.

Non ci sono più attese di un domani migliore perché è il presente il tempo di Dio. Da Gesù in poi ogni credente è tale perché prende sul serio l’istante che sta vivendo. Non è più alienato da un passato che ormai non c’è più, ne da un futuro che tarda ad arrivare.

Gesù educa i suoi discepoli alla “buona notizia” che tutto ciò che stiamo cercando è nascosto nel presente, anche se è nascosto sotto un’apparente quotidianità, il volto di persone familiari, l’incedere del tempo in maniera non sensazionale.

Convertirsi significa vivere sapendo che il meglio è ora davanti ai nostri occhi, e se anche facciamo fatica a riconoscerlo, la nostra fede ci dice che è esattamente qui. Non abbiamo per forza bisogno della morte per sperimentare il paradiso e l’inferno. Siamo chiamati a decidere del nostro destino fin da questo istante. La morte rende solo definitivo ciò che scegliamo adesso.

Ecco perché i primi discepoli non perdono tempo in infinite riflessioni e capiscono che devono corrispondere al Signore lì dove sono e mentre stanno facendo ciò che sanno fare:

“Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito, lasciate le reti, lo seguirono”.

Gesù non gli chiede di fare una cosa diversa (sono dei pescatori!), ma di fare la stessa cosa con una profondità nuova (rimarranno in sostanza dei pescatori!).

Fonte

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