La IV domenica di quaresima ci aiuta a dire una parola chiara sul grande mistero della Croce, segno identificativo per ogni cristiano. Molto spesso pensiamo che la centralitร della Croce nella vita cristiana, consista in una sorta di amore per la sofferenza. Chi vive in questa prospettiva in realtร ha completamente frainteso il messaggio di Cristo.
Forse ha confuso la vita spirituale con le logiche del proprio Super-io, ma รจ completamente fuori strada, perchรฉ lโamore alla Croce non รจ amore alla sofferenza, ma amore alla gratuitร di chi ha donato la vita per ciascuno di noi: โDio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perchรฉ il mondo si salvi per mezzo di luiโ.
La Croce ci ricorda lโimmensitร dellโamore con cui siamo stati amati, per questo ha un valore immensamente salvifico. E la modalitร รจ quella di assumere la stessa posizione di chi ha bisogno di essere salvato. Ecco perchรฉ la citazione che fa Gesรน dellโantico testamento ci spiega il vero significato: โcome Mosรจ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che sia innalzato il Figlio dellโuomo, perchรฉ chiunque crede in lui abbia la vita eternaโ.
Lโepisodio a cui fa riferimento Gesรน, รจ lโepisodio in cui il popolo dโIsraele deve scontrarsi con lโesperienza della morte nel deserto messa in atto dal morso dei serpenti. Mosรจ chiede al Signore di salvare il popolo, e Dio comanda che si fabbrichi un serpente di rame cosicchรฉ ognuno che lo guarderร sarร guarito dal veleno. Il messaggio รจ chiaro: Dio vuole salvare attraverso ciรฒ che dovrebbe uccidere. In fondo lโesperienza della salvezza รจ questa per noi: non un Dio che ci evita la Croce, ma un Dio che puรฒ salvarci proprio attraverso di essa. Gli anziani direbbero: โciรฒ che non ammazza, fortificaโ.
Gesรน direbbe: โSe ti lasci amare da me, anche se qualcosa ti ammazza, non puรฒ veramente toglierti la vera vitaโ. Ed รจ questo il fondamento della nostra gioia.
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Autore: don Luigi Maria Epicoco
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