don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 10 giugno 2026

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Vangelo del giorno di Mt 5,17-19

Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

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Parola del Signore.

Capita spesso che alcuni leggendo troppo velocemente il Vangelo e cogliendo la costante polemica che Gesù intavola contro gli scribi e i farisei, potrebbe facilmente convincersi che il Suo messaggio consista nell’abolizione di ogni regola. Ma una convinzione simile potrebbe solo suscitare facili applausi ma sarebbe invece deleteria per il bene di una persona.

Ascolta il commento

La regola certamente mette un argine alle persone, ma lo fa per incanalare le sue energie verso un bene. Un fiume senza argini è distruttivo, ma un fiume ben incanalato non solo arriva lontano ma può anche produrre energia o essere sfruttato per il bene di tutti. Così la vita di ognuno di noi quando è sciolta da qualunque argine è destinata a distruggere e anche ad autodistruggersi.

Ciò che Gesù contesta agli scribi e ai farisei è l’interpretazione rigida della Legge. In questo tipo di interpretazione l’uomo non ha più un argine che lo conduce a un bene, ma è imprigionato in uno schema che non lo porta da nessuna parte.

Tutto l’insegnamento di Gesù è l’interpretazione giusta della Legge e dei profeti, per questo nella pagina del vangelo di oggi Egli usa la parola “compimento”: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto».

Il Vangelo non è in sostituzione a tutto ciò che possiamo e dobbiamo fare da soli e con le nostre capacità, ma ne rappresenta il compimento, cioè lo sguardo definitivo attraverso il quale dopo aver fatto tutto il nostro possibile troviamo nella Grazia di Dio il pezzo mancante che fa si che ciò che rimane della vita non è la fatica o sforzo di stare alle regole, ma la gioia.

Fonte.

Autore: don Luigi Maria Epicoco
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