- Pubblicità -

Don Luciano Labanca – Commento al Vangelo del 13 Ottobre 2024

La forza delle scelte

L’esperienza di questo tale, un buon uomo, umanamente giusto e corretto, che corre incontro a Gesù, pieno di buoni propositi e di entusiasmo, può avvenire sempre di nuovo anche nella nostra vita, quando ci lasciamo prendere dall’euforia del sacro, dal desiderio di cose grandi, ma in realtà, non siamo capaci di portare il peso delle vere esigenze del Vangelo.

Lo sguardo profondo e penetrante del Maestro, la vera Sapienza del Padre, che ci ama per quello che siamo, è un dono grandioso, ma sempre carico di responsabilità.

La chiamata di Gesù a lasciare tutto e seguirlo, non sempre ci trova preparati e disposti ad accoglierla senza riserve. Nudo di fronte all’amore incondizionato del Maestro, l’uomo scopre cosa veramente ama nella sua vita, da cosa veramente dipende.

Era un uomo buono quel tale, certamente capace di osservare i comandamenti, ma quando si trattò di fare il passo radicale, cioè di scegliere di abbandonarsi totalmente al Tutto, non ebbe la forza e il coraggio necessari.

Può accadere anche a noi, quando sentiamo il fascino di Gesù, ne ammiriamo la bellezza, emotivamente siamo attratti dal Vangelo, ma non abbiamo la forza delle scelte.

L’amore di Cristo, che ci chiama a corrispondere con la stessa intensità, non può essere soltanto un movimento emozionale, ma deve necessariamente trasformarsi in scelte concrete, che toccano il vivo della nostra esistenza umana.

Quando scopriamo seriamente il suo sguardo su di noi, la sua Parola viva ed efficace, ci svela il cuore. È lì che capiamo cosa conta veramente per noi: le cose di questo mondo, le ricchezze, il potere, le persone, o Lui.

Quanto è difficile passare da una fede cosmetica ad una fede esistenziale! È molto più facile fermarsi all’esteriorità delle nostre osservanze, che impegnarsi nella relazione profonda con Gesù, un’amicizia che non ammette condivisioni.

Con Lui funziona così: o tutto o niente! Siamo pronti ad accogliere questa sfida?

Per gentile concessione di don Luciano Labanca, dal suo sito.