La prima domenica di Quaresima presenta sempre il racconto delle tentazioni di Gesรน, secondo le tre redazioni offerte dai Vangeli sinottici. Questโanno leggiamo la versione del Vangelo secondo Matteo, indirizzato specialmente ai cristiani di origine giudaica, con la tipica insistenza sul rapporto fra Gesรน e Israele.
Lโincipit dellโepisodio ci offre il contesto: dopo il suo battesimo al Giordano, il Protagonista della storia della salvezza, che รจ lo Spirito, conduce Gesรน nel deserto, luogo silenzioso e inospitale, ma anche luogo di grazia dove poter rimanere soli con il Solo. La motivazione รจ chiaramente espressa: Gesรน deve essere tentato dal diavolo. La tentazione, dunque, non proviene da Dio, come ci ricorda anche San Giacomo nella sua lettera, quando afferma: โDio non puรฒ essere tentato dal male e non tenta nessuno al maleโ (Gc 1,13 ). Egli, perรฒ, permette che questo avvenga, per un preciso fine, quello di far maturare la fede dei propri figli e accrescerne la virtรน.
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Gesรน, il Figlio di Dio, avendo assunto tutta intera la natura umana, eccetto il peccato, si sottomette anche a questa esperienza tipicamente umana, perchรจ si realizzi anche in lui la lotta fra lo spirito e la carne, ereditร comune di ogni figlio di Adamo. Leggendo con attenzione la Scrittura e lasciandosi illuminare dallโinsegnamento plurisecolare della Chiesa, si coglie che il centro dellโannuncio รจ sempre dato dalla potenza salvatrice di Cristo, che con la sua Pasqua ha vinto il male e la morte. Questa vittoria, tuttavia, deve pienamente realizzarsi nelle singole anime fedeli, che sono chiamate allโadesione libera e volontaria a questo piano di Dio.
In questa grande luce pasquale, dunque, si comprende anche la presenza del male, che non รจ solo una realtร simbolica, ma ha tratti personali nella figura dello spirito del male, satana (ossia lโavversario), detto anche diavolo (ossia il divisore) o accusatore, colui che distoglie gli uomini dalla via di Dio. In un documento pubblicato nel 1975, intitolato โFede cristiana e demonologiaโ, la Congregazione per la Dottrina della Fede, soffermandosi sullโazione del maligno, affermava: โCertamente, la sua azione sullโuomo รจ interiore; ma รจ impossibile vedere nella sua figura soltanto una personificazione del peccato e della tentazione [โฆ] Il diavolo esercita sui peccatori solo una influenza morale, nella misura in cui ciascuno acconsente alla sua ispirazione: liberamente essi ne eseguono i ยซdesideriยป e fanno ยซla sua operaยป. Soltanto in questo senso e in questa misura satana รจ il loro ยซpadreยป, perchรฉ tra lui e la coscienza della persona umana resta sempre la distanza spirituale che separa la ยซmenzognaยป diabolica dal consenso che ad essa si puรฒ dare o negare, allo stesso modo che tra Cristo e noi esiste sempre la distanza tra la ยซveritร ยป che egli rivela e propone, e la fede con la quale viene accoltaโ.
La tentazione, dunque, come si evince dai Vangeli, toccรฒ anche lโesperienza di Gesรน,ย proprio allโinizio del suo ministero pubblico, come anche in altri momenti decisivi della sua opera, in particolare nel momento della Passione e della Croce. Il racconto matteano declina tre specifiche forme di tentazione che Gesรน subรฌ e che sono anche presenti nella vita di ciascuno di noi. SantโAgostino ci ricorda: โPrecisamente Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perchรฉ Cristo prese da te la sua carne, ma da sรฉ la tua salvezza, da te la morte, da sรฉ la tua vita, da te lโumiliazione, da sรฉ la tua gloria, dunque prese da te la sua tentazione, da sรฉ la tua vittoriaโ (Commento ai Salmi, 60, 3).
E proprio allโinizio del suo ministero, dopo un lungo digiuno di 40 giorni e 40 notti, nella debolezza della fame, Gesรน subisce la prima tentazione: quella di manifestare la sua divinitร trasformando le pietre in pane. ร lโassolutizzazione dei bisogni e delle necessitร terrene, lโillusione di ricercare soluzioni facili, pensando che la felicitร e la realizzazione dellโuomo sia nelle cose di questo mondo, vincibile soltanto ponendo in atto il primato della volontร del Padre, unum necessarium nella vita dellโuomo. La seconda tentazione, poi, in cui Gesรน viene condotto sul pinnacolo del tempio di Gerusalemme, il punto piรน alto della cittร santa, quasi una cupola di San Pietro per gli Ebrei, vede il maligno, โfine biblistaโ, invitare il Signore attraverso un uso strumentale e mistificato della Scrittura, a scegliere la via del successo e dellaย vana spettacolaritร .
Quanto รจ presente anche nella nostra vita la tentazione di affermarci e gonfiarci, suscitando apprezzamento e riconoscimenti dagli uomini, piuttosto che da Dio! Infine, la terza tentazione, quella del potere terreno. Il maligno tenta Colui che non era โvenuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per moltiโ (Mc 10, 45), a percorrere la via dellโidolatria del potere oppressivo e dominativo sugli altri, che toglie la vera signoria a Dio e il primato al suo Regno.
Lโunica arma che Gesรนย sguaina per vincere le tentazioni, รจ la spada penetrante della sua Parola! Come per lui, anche per noi, il segreto della vittoria sta in questa fiducia totale nella Parola, che puรฒ aiutarci a discernere i sentimenti e i segreti del cuore, permettendoci di discernere ciรฒ che รจ ispirazione divina per il bene e ciรฒ che รจ solo illusione e tentazione diabolica per la nostra rovina e autodistruzione.
