Lo Spirito Santo fa della nostra vita il luogo della provvidenza del Padre
Nella solennitร della Santissima Trinitร celebriamo la rivelazione fatta per mezzo di Gesรน Cristo della natura intima di Dio che noi siamo chiamati a sperimentare.
Il vangelo ci pone di fronte a una strana logica: ยซLo Spirito della veritร vi guiderร a tutta la veritร , perchรฉ non parlerร da se stesso, ma dirร tutto ciรฒ che avrร udito e vi annuncerร le cose future.ย Egli mi glorificherร , perchรฉ prenderร da quel che รจ mio e ve lo annuncerร .ย Tutto quello che il Padre possiede รจ mioยป (Gv 16,13-15). Che confusione!
Come girano le cose allโinterno della Santissima Trinitร ? La vita di Dio รจ amore e lโamore รจ comunione. In questo suo amore generosissimo, dona totalmente se stesso al Figlio e il Figlio vive del suo amore gioiosamente; la relazione sussistente fra loro รจ la Terza persona.
Noi definiamo infatti la Santissima Trinitร attraverso la relazione fra i tre: Padre, Figlio e Spirito che รจ amore. Vuol dire che cโรจ un dono totale di tutto quello che uno ha, senza perdere la propria identitร .
Questa รจ lโesperienza che fa chi si lascia trascinare in questo vulcano che รจ la vita di Dio. E lโesperienza รจ aperta a tutti.
ร impossibile mettere dโaccordo certe tendenze esoteriche โ che parlano di iniziazioni riservate a pochi โ con la fede cristiana. La tendenza privatistica ed elitaria che intende porre degli arcani rispetto a quello che tutti possono vedere รจ in totale disarmonia con la condivisione piena che il Padre fa con tutti della sua esistenza.
Leggiamo poi che lo Spirito Santo ยซnon parlerร da se stessoยป, perchรฉ la sua natura รจ lโumiltร . Lo Spirito Santo รจ un poโ difficile da definire perchรฉ tende a non parlare di sรฉ. Lo interroghi e Lui ti parla del Padre; Lo interroghi e ti parla del Figlio. Parla sempre di un altro. Cosรฌ dovrebbero essere i cristiani: quando hanno un poโ di Spirito Santo normalmente non parlano di se stessi ma di chi li ha salvati.
Non ci sono maestri nella Chiesa โ come gliย swamiย della tradizione induista โย ma solo testimoni dellโunico Maestro. ร dallo Spirito Santo che riceviamo una natura, finalmente riposata, nella quale il nostro ego non รจ piรน il centro congestionato del nostro essere.
Avviene come quando una persona si innamora: ti parla sempre di chi ama, pensa sempre e finalizza le sue opere a lei: รจ questa la condizione di chi conosce Dio. La tragedia dellโuomo รจ perdere il rapporto con Lui. Dietro a tutte le cose piรน brutte che fa, in fondo, cโรจ lโunico, vero peccato: non lasciarsi amare da Dio e non amarlo; non dare spazio allo Spirito Santo che ci parla di Lui. Questa sarebbe la nostra liberazione, il nostro riposo, la nostra decongestione.
Quando stiamo in una casa dove le persone non ci apprezzano, presto o tardi, per aggressivitร o per paura, implodiamo e il nostro io diventa forzato, infelice, condizionabile. Non รจ piรน se stesso perchรฉ ricattato o ferito.
Solo quando stiamo insieme a gente che ci vuole bene sentendoci nella veritร , allora parliamo e ci esprimiamo liberamente, ridiamo o dissentiamo perchรฉ percepiamoย lโamore.
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Lโesistenza di un cristiano รจ vivere in quella casa con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, il quale grida nellโinterioritร che Dio รจ nostro padre e Cristo รจ il nostro salvatore.
Lo Spirito Santo fa della nostra vita il luogo della provvidenza del Padre. Cosรฌ attraverso la Santissima Trinitร capiamo veramente chi siamo e solamente in Essa siamo noi stessi.
Commento di don Luciano Condina
Fonte – Arcidiocesi di Vercelli



