La liturgia della Parola di Natale culmina nella lettura con il prologo di San Giovanni: ยซIl Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloriaยป (Gv 1,14). Tutti gli altri testi ne fanno eco. Se Dio si รจ fatto uomo, infatti, รจ perchรฉ lโuomo che partecipa della natura divina, si ยซdivinizziยป.
ยซE il Verbo si รจ fatto carne e ha abitato in mezzo a noiยป
Sir 24,1-4.8-12; Salmo 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18
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La liturgia della Parola di Natale culmina nella lettura con il prologo di San Giovanni: ยซIl Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloriaยป (Gv 1,14). Tutti gli altri testi ne fanno eco. Se Dio si รจ fatto uomo, infatti, รจ perchรฉ lโuomo che partecipa della natura divina, si ยซdivinizziยป.
Per molti secoli, gli sguardi si sono posti con tenerezza sullโumiltร del neonato che giace in una mangiatoia, sulla Vergine Maria, sua madre, che lo fascia, sulla povertร che Dio ha scelto facendosi uomo. Oggi รจ importante capire perchรฉ Dio si รจ fatto uomo.
Infatti, Dio ha talmente amato il mondo da mandarci suo Figlio per salvarci. ร un mistero dโamore! LโIncarnazione del Figlio di Dio รจ il dono che Dio ha fatto di se stesso allโumanitร . Questo inserimento personale di Dio nella famiglia umana lo fa uno di noi. NellโA T รจ giร il Dio degli uomini, in Gesรน Cristo diventa il Dio degli uomini in modo umano. In uno ยซscambio ammirevoleยป di reciproca partecipazione, prende la nostra umanitร per fare di noi dei figli di Dio e per comunicarci la sua divinitร , rendendoci partecipi della sua vita divina.
Questo ci rimanda ad unโaltra problematica: il presupposto immediato dellโIncarnazione del Verbo di Dio. Non รจ questione di peccato, come un tempo si pensava, ma รจ lโadozione: cioรจ Dio vuole farci ritrovare la dignitร di figli di Dio; perรฒ in questa adozione figliale, lโessenziale non รจ la redenzione, il nostro riscatto, ma รจ la deificazione nella divinizzazione. In altre parole, nellโIncarnazione, Dio รจ venuto incontro a noi per donarci la vita eterna e per fare di noi degli altri dรจi (questa รจ la nostra divinizzazione).
Da ciรฒ si capisce perchรฉ gli angeli cantano il cantico che da sempre risuonerร nella storia: ยซGloria a Dio nellโ alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli amaยป. ร il cantico degli angeli ed รจ il titolo della festa di Natale, la festa del Dio con noi. La gioia del cielo si unisce a quella della terra per celebrare la nascita del Messia. Gli angeli cantano per magnificare lโopera della salvezza e dire ciรฒ che realizza la Nativitร di Gesรน (la gloria di Dio e la pace per gli uomini) Il cantico dichiara che Natale รจ la manifestazione della gloria di Dio, che รจ la bontร e il suo amore per gli uomini.
Infatti, il mistero del Natale non ci offre solo un modello da imitare nellโumiltร e nella povertร del Signore che giace in una mangiatoia, ma ci offre la grazia di essere simili a Lui e di partecipare alla sua vita divina. La spiritualitร del Natale รจ dunque una spiritualitร dellโadorazione del Figlio di Dio Salvatore. Il cristiano รจ allora prioritariamente invitato a riconoscere la sua propria dignitร affinchรฉ reso partecipe della natura divina, non ritorni piรน allโabbassamento morale del passato con una condotta morale indegna. E giacchรฉ Dio fa di noi suoi figli in Cristo Gesรน, facendoci diventare membri del suo corpo che รจ la Chiesa, questa grazia di Natale esige come risposta una vita di comunione fraterna.
Riassumendo: si tratta di giungere ad una autentica fede in Cristo che non puรฒ essere separata della autentica missione dellโuomo, perchรฉ รจ solo nel mistero del verbo incarnato che il mistero dellโuomo trova la vera luce. Natale dovrebbe dunque essere celebrato come la grande festa dellโuomo. Cristo nuovo Adamo, che ci rivela non solo il mistero del Padre e il suo amore per lโumanitร , rivela pure pienamente lโuomo allโuomo e gli fa conoscere la sua vocazione primaria.
Al centro della Liturgia della Parola di Natale, cโรจ il prologo di San Giovanni, molto suggestivo, perchรฉ riassume il Vangelo secondo Giovanni, che fa la lettura dellโIncarnazione del Verbo di Dio. ร importante cercare di analizzare alcune frasi di rilievo di questo bel testo, per avere piรน rivelazioni sullโinfanzia di Gesรน.
ยซIn principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dioยป.
Il Verbo, รจ Gesรน. In questa frase ci sono tre brevi preposizioni che ci rivelano che Gesรน esisteva prima della creazione del mondo, si trovava presso il Padre, dunque distinto dal Padre. Egli stesso era Dio. Qui sono annunziati tre punti essenziali che concernono il bambino che nascerร : la sua eternitร , la sua divinitร e la sua personalitร
ยซEgli era, in principio, presso Dioยป.
Questa frase, non sprovvista di enfasi, riassume tutto quello che precede. Giovanni va oltre la creazione del mondo. In quel momento primordiale, Gesรน era giร perfettamente costituito. ร quindi anteriore alla creazione, pre-esiste eternamente.
ยซTutto รจ stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla รจ stato fattoยป
Si tratta del ruolo di Gesรน nella creazione, della sua azione creatrice. Tutto, senza eccezione รจ stato creato per mezzo di lui. La seconda parte del versetto 3 รจ la ripetizione della prima, un rinforzamento senza una forma negativa o antitetica (e senza di lui niente รจ stato fatto) di ciรฒ che precede.
ยซIn lui era la vita e la vitae era la luce degli uomini: la luce brilla nelle tenebre e le tenebre non lโhanno vintaยป.
Questi versetti cambiano di tono per parlarci del rapporto del bambino che nascerร per gli uomini: in rapporto agli uomini, Gesรน รจ la via e la luce, due termini che ritroviamo in tutto il quarto vangelo. Il ruolo della luce รจ di dissipare le tenebre. In effetti, Gesรน ci vivifica illuminandoci, cioรจ facendoci scoprire le veritร della salvezza. Questo vuol dire che Gesรน non agisce cosรฌ solo dallโIncarnazione, ma agisce cosรฌ da sempre, fin da quando ci sono uomini sulla terra, senza distinzione di razza o dโorigine. San Giustino ha molto insistito nei suoi insegnamenti, su questa idea del Verbo rivelatore universale
Purtroppo, sospira tristemente lโevangelista: ยซle tenebre non lโhanno accoltaยป. Effettivamente, noi uomini abbiamo spesso gli occhi chiusi alle illuminazioni che riceviamo da Gesรน, creatore di tutte le cose, vita della nostra vita e luce della nostra intelligenza. Altrimenti non andremmo a cercare le veritร e le protezioni contro Gesรน. Preferiamo cosรฌ talvolta lโoscuritร del peccato che ci domina. Dโaltra parte, non solo siamo abbastanza spesso imitati da trascurare la luce, ma pure ci sforziamo di soffocarla malamente, senza tuttavia arrivarvi.
Il prologo di Giovanni ci rivolge, in questo senso, una dolorosa osservazione: ยซEโ venuto tra i suoi e i suoi non lโhanno accoltoยป. Si tratta prima di tutto dei Giudei, membri del popolo eletto e depositari delle promesse messianiche. Si tratta pure di noi, a cui Gesรน ha accordato lโinsigne grazia di venire corporalmente ad abitare in mezzo a noi. Invece di accogliere questa visita, noi rifiutiamo di riceverla, resistiamo alle proposte divine. ร il colmo dellโindurimento del cuore: in effetti opponendoci radicalmente allโirradiamento della veritร che emana dal Verbo, facciamo corrispondere al crescendo delle misericordie divine il crescendo delle nostre empietร umane.
Per fortuna, il prologo di Giovanni ci rivolge questa parola confortante: ยซMa a tutti quelli che lโhanno ricevuto, che hanno creduto nel suo nome, ha dato il potere di diventare figli di Dioยป. Malgrado tutto, il piano della misericordia divina non puรฒ essere modificato. Tutti quelli che si conformano, Giudei o pagani, ne ricevono il beneficio, cioรจ, il potere meraviglioso di divenire figli di Dio.
ยซE il Verbo si รจ fatto carne e ha abitato in mezzo a noiยป.
ร lโapice del Vangelo del giorno di Natale. Il Verbo ha abitato in mezzo a noi, o, piรน letteralmente, ha piantato la tenda fra di noi. Questa bella immagine richiama lโintimitร dei nomadi riuniti in un solo accampamento. Ecco il mistero del Natale: lโintimitร degli uomini riuniti in un unico accampamento assieme a Dio per celebrare la nascita del Messia.
Don Joseph Ndoum



