La perseveranza porta alla vita
Eโ questa la seconda domenica nella quale Gesรน invita a rivolgere lโattenzione sulle โcose ultimeโ. Invita infatti, in un linguaggio simbolico, a cogliere il rapporto che intercorre tra il โtempo presenteโ e il โtempo definitivoโ.
Un esempio di questo linguaggio del genere apocalittico รจ la prima lettura dal libro di Malachia. Il profeta che parla al nome di Dio annuncia un oracolo sulla fine del tempo, indicata come โgiorno del Signoreโ. Sarร il giorno della giustizia, cioรจ giorno di premio e punizione per buoni e cattivi.
Malachia parla in effetti di un giudizio di condanna per โtutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustiziaโ.Essi finiranno bruciati โcome pagliaโ. Il fuoco qui evoca lโira di Dio ed esprime la sua reazione alle malvagitร degli uomini; fa anche intuire che il giudizio di Dio porterร allo scoperto il male per eliminarlo definitivamente. Ma lโintervento di Dio mette anche in evidenza il positivo. Perciรฒ il profeta annuncia una parola di conforto per i giusti: โper voi invece, cultori del mio nome, sorgerร con raggi benefici il sole di giustiziaโ. Per quelli che si fidano di Dio, il suo giudizio quindi รจ un giorno favorevole, simbolizzato dai raggi benefici del sole che inaugura sempre un giorno nuovo.
Dio รจ fedele alle sue promesse di salvezza. Questo tema del giudizio di Dio appare anche nel salmo responsoriale, che fa parte del gruppo dei salmi in cui si riconosce la signoria di Dio nella creazione, nei suoi interventi storici per liberare il suo popolo, ma soprattutto nel giudizio finale. Nel giudizio finale si renderร manifesta la giustizia di Dio che salva quelli che vi si affidano, mentre adesso si manifesta la sua misericordia per il peccatore che si pente. Dio non vuole la morte del peccatore, ma la sua conversione.
Del giudizio di Dio parla anche il brano evangelico da Luca. Invitano Gesรน ad ammirare la maestosa costruzione del Tempio. Egli sorprende tutti con una profezia agghiacciante:โVerranno giorni in cui, di tutto che voi ammirate, non resterร pietra su pietra che non venga distruttaโ. Eโ un colpo terribile contro la sicurezza dei Giudei, basata sulla soliditร di questโedificio e sulla continuitร del culto, garanzie incrollabili della sopravvivenza del popolo ebraico.
Comincia cosรฌ il difficile discorso escatologico-apocalittico di Gesรน, alla vigilia della sua passione. Eโ, in un certo senso, lโaddio ufficiale di Gesรน alla cittร santa e alla storia del suo popolo, sintetizzata nel Tempio, simbolo dellโAlleanza antica. Per i Greci il tempo ha un carattere ciclico, riportando immancabilmente gli stessi avvenimenti. Per cui non cโรจ da attendersi nulla di sostanzialmente nuovo. Lโuomo della Bibbia, invece, considera il tempo nella prospettiva di una storia orizzontale e di uno svolgimento lineare, sotto la guida di Dio, verso un termine ben definito.
Il tempo รจ quindi aperto alla novitร , allโinatteso e alla speranza. La storia ha, perciรฒ, due protagonisti: Dio e lโuomo. Il compito dellโuomo รจ di trasformare la realtร del mondo in modo che diventi pronta per la parusia, cioรจ per la venuta finale del Signore. Il tempo presente รจ lโora della vigilanza fiduciosa, della laboriositร piena di pazienza, e della perseveranza nel bene.
Quelli che ascoltavano Gesรน gli chiesero:โMaestro, quando accadrร questo e quale sarร il segno che ciรฒ sta per compiersi?โ. Nella sua risposta Gesรน invita gli ascoltatori a non lasciarsi ingannare dai falsi profeti cha annunciano come imminente la venuta del giudizio di Dio. Anche gli eventi nefasti (guerre e rivoluzioni), che contrassegnano normalmente la storia umana, non devono essere considerati come i prodromi del tempo della fine. Oppure gli sconvolgimenti sociali e cosmici (terremoti, carestie e pestilenze), come anche i โfatti terrificanti e segni grandi del cieloโ (che rientrano nel quadro tradizionale dellโapocalittica), non devono consentire di fissare il calendario dellโintervento finale di Dio.
Al posto della curiositร sterile, Gesรน invita a considerare la propria responsabilitร nella storia presente. I discepoli devono affrontare questo โtempo intermedioโ con il coraggio e la fedeltร ed essendo sempre pronti a rendere testimonianza per la fede di fronte a chiunque e qualunque prezzo. Niente illusioni: โSarete odiati da tutti per causa del mio nomeโ. Ma, โQuesto vi darร occasione di render testimonianzaโฆ Con la vostra perseveranza salverete le vostre animeโ. La via della salvezza passa attraverso la fedeltร che ha il suo sigillo nella morte. Gesรน assicura i suoi discepoli: โMa nemmeno un capello del vostro capo perirร โ. In effetti la morte fisica del testimone di Cristo non pregiudica la sua salvezza.
Don Joseph Ndoum
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