La riabilitazione al senso della presenza del Signore, vivo in ogni Messa
Si lavora sempre per qualcuno, a beneficio di chi รจ il centro del cuore. Quanta fatica per guadagnare il necessario per sposarsi, mantenere la famiglia, fare un regalo allโamata, allโamato, ai figli. Se รจ in vista di qualcuno, la fatica diventa sensata e sopportabile, poichรฉ perfino nel momento piรน duro, รจ presente il suo destinatario e il suo fine. Il senso della presenza dellโamata o dellโamato, a volte รจ piรน evidente, in altre occasioni piรน soffuso, in qualsiasi caso raccoglie e unifica le piรน disparate azioni di una giornata.
Il problema รจ che lโurgenza degli impegni spesso rapisce a tal punto lโattenzione che il destinatario del nostro lavoro va sullo sfondo, sino a scomparire. Lentamente si spegne il senso della sua presenza unificante. Anzi, ci si abitua alla sua assenza, si agisce come se non ci fosse, o addirittura si prova fastidio alla sua vicinanza. Si arriva al punto in cui non si capisce perchรฉ e per chi lavoriamo e fatichiamo. Allora si incrementa il ritmo delle faccende, affinchรฉ quegli interrogativi (perchรฉ? per chi?) smettano di disturbare.
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Tuttavia, capita di svegliarsi come da un torpore, percependo il vuoto lasciato da chi allโinizio รจ stato messo in secondo piano, poi sullo sfondo, infine al di lร del nostro orizzonte. Si aprono due strade. La prima รจ aumentare ancor piรน il ritmo delle cose da fareโฆ per rimanere nel letargo. La seconda รจ esercitarsi nuovamente al senso della presenza di chi รจ scomparso dalla nostra vita. Allโinizio, tale esercizio costa uno sforzo gravoso e i risultati non sono entusiasmanti. Ma, passo dopo passo, ritorna il senso della presenza di chi amiamo; cosรฌ le pagine sparpagliate e le righe storte dei nostri anni si trasformano in racconto ordinato, composto, leggibile.
Nel Vangelo di oggi, il Signore si rivela come il pane, presenza quotidiana, amico fedele della vita. Cosรฌ alla portata! Eppure cosรฌ dimenticato. Il problema religioso di oggi non consiste nel non credere in Dio, ma nello smarrimento del senso della sua presenza. Esattamente come un uomo che, pur sicuro dellโesistenza di moglie, figli e amici, vive senza sentirli nei propri giorni. La festa del Corpus Domini di questโanno potrebbe segnare lโinizio della riabilitazione al senso della presenza del Signore, vivo in ogni Messa, vivo in ogni Chiesa davanti alla quale si passa (o si entra) come se non ci fosse nessuno; nessuno degno dโun pensiero, un saluto, un moto dโaffetto che unificherebbe la nostra vita.
don Giovanni Cesare Pagazzi (annuario al 04/09/2019)
Fonte: L’Osservatore Romano
