Non solo pietre

Scribi e farisei, che hanno come obiettivo quello di eliminare Gesรน e la sua rivoluzione religiosa, le studiano tutte e usano ogni mezzo per metterlo in difficoltร e screditarlo. Stavolta usano una donna che รจ accusata di adulterio e la mettono al centro dove Gesรน si trova. Non secondario รจ che questo luogo รจ quello considerato piรน sacro e riferito a Dio, il Tempio. La trappola per Gesรน non puรฒ essere piรน perfetta perchรฉ nel luogo che richiama Dio e le sue leggi, questo sedicente Maestro รจ chiamato a prendere posizione: o sei contro la legge di Mosรจ che ordina la lapidazione per chi commette adulterio, oppure sei contro tutti i tuoi insegnamenti sulla misericordia di Dio che perdona tutti e quindi anche contro il tuo stile di accoglienza dei peccatori.
Gesรน scrive per terra, e devono insistere perchรฉ dica loro qualcosa. Questo atteggiamento cosรฌ strano che lโevangelista annota per ben due volte, รจ stato da sempre oggetto di curiositร per i vari studiosi della Bibbia. Al di la di tutte le interpretazioni, a me sembra proprio che Gesรน con questo scrivere per terra voglia quasi distaccarsi dallโonda di violenza che si sta scatenando contro di lui e anche contro questa donna. Gesรน risponde inizialmente con il silenzio e introduce cosรฌ in modo solenne il suo insegnamento per chi gli sta attorno e anche per noi che leggiamo questo episodio oggi.
La violenza che si scatena รจ prima di tutto contro questa donna, usata come un oggetto e che viene caricata di tutto lโadulterio che si รจ consumato. Dovโรจ infatti lโuomo con cui stava? ร sempre la donna che paga per tutti. La violenza รจ nelle parole di scribi e farisei che usano la religione come arma, e profanano il luogo di Dio mostrando un volto di Dio accusatore e punitivo senza appello. Devono ancora lanciare le loro pietre, ma la loro violenza รจ giร in atto contro Gesรน e contro la donna, e anche contro Dio che stanno sfigurando con la loro religione senza misericordia.
โChi di voi รจ senza peccato, getti per primo la pietra contro di leiโ รจ la presa di posizione di Gesรน, che con poche parole getta la prima pietra di Dio contro questi accusatori. ร la pietra della Veritร che non nasconde lโerrore della donna, ma smaschera prima di tutto la veritร di chi lโaccusa pensando di essere diverso da lei, diverso da tutti gli uomini e donne fragili del mondo.
La parte perรฒ piรน straordinaria รจ quella del dialogo tra Gesรน e questa donna, quando tutti se ne sono andati.
โNeanchโio ti condanno, vaโฆโ. Con queste parole Gesรน demolisce la religione delle condanne, la prassi umana della giustizia che dimentica la persona e la identifica solo con il suo errore. Gesรน non condanna ma salva, non blocca la donna al suo passato, ma le dona un futuro. Questa รจ la misericordia vera, quella che vede in ogni persona la possibilitร di bene e dona nuove opportunitร .
Questa donna non ha un nome, e quando capita questo nel Vangelo รจ quasi un invito a vedere tutti i nomi delle persone del mondo, perchรฉ ciรฒ che accade รจ per tutti.
Mi piace pensare che oggi questa donna si chiamerebbe Carol Maltesi, la 25enne uccisa in modo barbaro da un suo vicino di casa, fatta a pezzi e abbandonata in un bosco. ร un fatto di cronaca che ha colpito non solo per la violenza dellโassassino, ma anche per la violenza di chi ha voluto continuamente sottolineare che Carol faceva come lavoro la pornostar. Molti giornali e anche commentatori hanno insistito su questo fatto, con immagini e dettagli che hanno superato il dovere di cronaca, arrivando a far pensare a tutti che sotto sotto se lโรจ quasi cercata, e che la giovane donna non รจ come le altre, visto il lavoro che faceva.
Oggi le pietre in mano a scribi e farisei sono anche le nostre parole offensive, i pregiudizi, i silenzi codardi, gli sguardi morbosiโฆ Sono pietre che lanciamo e feriscono la mente e il cuore. Se รจ sbagliato farlo come esseri umani perchรฉ feriamo altri esseri umani come noi, รจ altrettanto sbagliato farlo come cristiani perchรฉ in questo modo colpiamo e feriamo anche Dio.
Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)



