don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 25 Maggio 2025

Domenica 25 Maggio 2025 - VI DOMENICA DI PASQUA - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 14,23-29

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La pace sia con voi

“La pace sia con tutti voi”. Queste le prime parole pronunciate da Papa Leone XIV dalla loggia della Basilica di San Pietro la sera dell’8 maggio, giorno della sua elezione. Papa Prevost ha poi aggiunto che si tratta delle parole di Gesรน risorto, quando il giorno di Pasqua apparve vivo ai suoi discepoli che lo piangevano morto e sepolto.

La pace sia con voi

“Pace” รจ la parola umana piรน preziosa, insieme ad “amore”. Entrambe, oggi piรน che mai, sembrano cosรฌ inflazionate nella bocca degli uomini, quasi una decorazione inutile in mezzo a conflitti e divisioni, sia a livello personale che planetario.

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Per il mondo biblico, la pace non รจ semplice tranquillitร  o assenza di fastidi, ma profonda armonia con Dio e tra gli uomini, abbondanza di benedizioni celesti e di benessere materiale e spirituale sulla terra. Questa รจ la “pace” che il Maestro annuncia ai suoi discepoli nel breve discorso tratto dalle parole dell’ultima cena. In quella circostanza, a poche ore dalla sua morte, l’evangelista Giovanni colloca una lunga serie di insegnamenti del Maestro, inaugurati dalla lavanda dei piedi.

Quell’ultima sera di Gesรน con i suoi amici inizia con un gesto di servizio: Gesรน, in modo umile e solenne, sintesi efficace di tutta la sua vita, si china e lava i piedi ai discepoli, con un atteggiamento di totale servizio e sottomissione che scandalizzerร  proprio loro. Alla fine della serata, ci sarร  un altro gesto, totalmente opposto: l’arresto violento di Gesรน nell’Orto degli Ulivi. E anche di fronte a questa violenza, Gesรน non si sottrae e invita i suoi a non rispondere mai con altra violenza. Questa รจ la “pace” di Gesรน, che diventa il modo per costruire il mondo, in ogni epoca, anche nella nostra.

La pace “di Gesรน”, come Lui stesso sottolinea, non รจ quella “del mondo”. La pace di Cristo non significa rimanere in pace finchรฉ c’รจ ingiustizia e sofferenza nel mondo. Non รจ pace di Cristo tacere di fronte alle terribili notizie delle violenze a Gaza, quando assistiamo (beati in pace sul divano davanti alla TV o seduti sui comodi scranni del potere) a distruzioni di case, ospedali e rifugi, con bambini, malati e anziani che, se non muoiono per le bombe, muoiono di fame e per l’impossibilitร  di curarsi. Non รจ pace di Cristo, ma del mondo, quella che pensa che la fine dei conflitti si raggiunga solo con le armi e l’annientamento del nemico. Questo vale per l’Ucraina, per la Palestina, per il Myanmar, per tutte le guerre che magari ignoriamo “pacificamente”.

Gesรน dona la sua pace che vuole accendere nel cuore dei suoi discepoli il fuoco dell’impegno per i piรน sofferenti, una pace che esploda nel cuore e lo risvegli definitivamente verso chi รจ povero e schiacciato dall’ingiustizia. Gesรน dona una pace che “fa la guerra” all’indifferenza e all’egoismo in cui siamo tutti immersi, me compreso.

“La pace sia con tutti voi” diventi davvero il nostro impegno di cristiani nel mondo, per superare anche i conflitti all’interno della stessa comunitร  cristiana. La pace nella Chiesa non significa azzerare le differenze e diventare tutti uguali come in una truppa di soldati chiamati a eseguire solo degli ordini. La pace all’interno della Chiesa significa impegnarsi a coltivare armonia senza armi spianate, e senza guardarsi reciprocamente come nemici. Come Chiesa, in questo mondo di conflitti, possiamo davvero non risolvere magicamente le guerre, ma testimoniare che anche nelle differenze possiamo volerci bene e che รจ possibile stare in pace senza che ci siano per forza vincitori e vinti, predatori e depredati, vittime e carnefici.

Ed รจ questo il dono piรน grande di Gesรน che muore in croce: il suo Spirito d’amore, il suo Spirito di pace. Mentre dona la vita, senza pretendere nulla in cambio, Gesรน dona la pace che arriva fino ad oggi attraverso il dono di chiunque vive come Lui.

Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)