Natale: lโanti-dio

Sto pensando non solo a personaggi che hanno fatto grandi cose e lasciato segni positivi per il progresso e il bene dell’umanitร , ma anche a personaggi che una volta adulti hanno compiuto grandi crimini e tragedie. Da piccoli i bambini sono tutti cosรฌ simili, sia che parliamo di Hitler o di Charlie Chaplin, nati entrambi nell’aprile del 1889 a pochi giorni di distanza. Guardando le loro foto sbiadite e in bianco e nero giร immaginiamo tutto quello che รจ venuto dopo, l’orrore del primo e la genialitร artistica del secondo.
Guardiamo quei piccoli bambini con un misto di tenerezza, che non possiamo non avere per un bambino, ma anche con la consapevolezza di quel che dopo รจ stato di loro. Anche quando guardo le mie vecchie foto da bambino mi riconosco e ripenso a quello che sono diventato compresi i miei errori e fragilitร , e anche gli errori della mia famiglia che mi ha cresciuto un modo normale, con amore e anche commettendo sbagli, cosรฌ come accade in tutte le storie umane. Eppure penso che dentro quel bambino cosรฌ diverso da ora ci sono sempre io.
Di Gesรน bambino non abbiamo nessuna immagine se non alcuni tratti descritti in modo essenziale dagli evangelisti Luca e Matteo. Della sua nascita abbiamo il racconto di Luca che traduciamo nel presepe, cosรฌ come San Francesco ha iniziato nel medioevo a Greccio, volendo sperimentare il piรน possibile la concretezza di quella esperienza umana di Dio. L’evangelista Luca in poche righe non ci dice come era fisicamente quel bambino ma quale รจ la sua storia da lรฌ in poi.
Gesรน nasce nella fragilitร di un vero essere umano dentro la grande Storia del suo tempo dominata dal vero “dio” storico che รจ l’imperatore Augusto. Di questa divinitร terrena noi abbiamo molti ritratti anche da fanciullo. Di Gesรน solo che รจ attorniato da pastori in una stalla nella parte piรน interna di una povera normale casa di un villaggio alla periferia di Gerusalemme. Gesรน bambino attorniato dai poveri del suo tempo, i pastori, giร mostra tutta la sua storia di salvezza, giร ci mostra quello che sarร e farร una volta cresciuto. Nasce normale e povero come lo erano tutti a quel tempo, come nasciamo normali e poveri anche noi.
Quando leggo questa pagina di vangelo, e la vedo raccontata anche dai mille nostri presepi che a loro volta dicono molto anche di noi oggi, allora comprendo di piรน Dio e il suo modo di essere nel mondo e dentro la storia. Mi vengono in mente quelle pagine che ci raccontano di Gesรน che cura i deboli, che tocca e si lascia toccare dai poveri e quelli che erano considerati impuri. Guardando Gesรน nella paglia di Betlemme inerme e bisognoso di tutto, come lo sono i neonati, penso al legno della croce dove si lascia inchiodare per amore, affidato totalmente alle mani umane di chi lo uccide cosรฌ come all’inizio lo era nelle mani di chi lo ha messo al mondo. Gesรน bambino che riempie di luce la notte dei pastori di Betlemme รจ lo stesso che illumina la notte del mondo la mattina di Pasqua.
Nel Gesรน bambino di Natale abbiamo giร tutta la sua storia, che siamo chiamati a fare crescere in noi, perchรฉ diventi storia dentro la nostra storia personale e comunitaria. Siamo noi in fondo l’immagine adulta di Gesรน cresciuto oggi oltre il presepe. Con le mie azioni e parole, con le mie piccole quotidiane scelte di amore faccio crescere il vangelo del Natale.
E cosรฌ Gesรน dal cielo guardando la mia storia riconosce sรฉ stesso. Se i grandi della Storia come l’imperatore Augusto al tempo di Gesรน facevamo di tutto per apparire come divinitร staccate dal mondo e dagli uomini inferiori, Gesรน fin da piccolo appare come vero uomo e non come dio, come una specie di anti-dio, con vicini i poveri e non i cortigiani, i deboli e non i forti. Questa รจ l’immagine di Gesรน bambino, l’anti-dio che di Dio mostra fin da subito il vero volto di Dio amore.
Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)



