don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 23 Luglio 2023

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La forza della pazienza

Escalation… Non so se è questa la parola più usata quest’anno, ma sicuramente è una delle più utilizzate per descrivere la guerra in Ucraina iniziata nel febbraio del 2022 con la terribile invasione russa. Si parla di “escalation” nelle offensive militari, nelle dichiarazioni bellicose, dell’uso delle armi e sanzioni, nelle azioni e reazioni di guerra. Sembra davvero che nelle guerre che esplodono tra i popoli non ci sia altro modo che aumentare minacce e contro-minacce che producono il caos invece di riportare armonia e pace… Se tutti aspiriamo alla pace, alla felicità e prosperità, da dove viene questo male che distrugge e soffoca le nostre più belle aspirazioni umane?

Gesù con questa parabola presa dal mondo agricolo del suo tempo, cerca di darci una risposta sul perché del male nel mondo e sull’apparente silenzio di Dio che non risolve all’istante le cose.

La prima cosa che Gesù vuole ricordarci è che Dio ha sempre seminato nel mondo il bene, e che il male non viene assolutamente da lui. Il buon seme rappresenta il suo amore dentro il creato e le persone, dentro ogni essere umano. È invece opera di un nemico, cioè di chi è contro Dio, la semina del male, rappresentato dalla zizzania, che cresce in mezzo al frutto buono del seme buono di Dio.

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L’attenzione dell’insegnamento di Gesù non è però tanto sull’origine della zizzania, cioè del male che tutti constatiamo che c’è, ma su cosa fare e come comportarsi.

Difronte al male la tentazione è quella di separare subito bene e male, quello che viene da Dio e quello che viene dal suo nemico. Il rischio però, come dice bene il padrone della parabola, è che la fretta nel giudizio su bene e male porti a distruggere anche il bene che c’è. Grano e zizzania all’inizio della crescita sono così simili e vicini che il rischio è quello di confonderli. È il rischio che corriamo anche noi quando giudichiamo le situazioni e anche noi stessi in modo affrettato confondendo bene e male. Con la fretta di risolvere le situazioni che ci fanno problema possiamo arrivare a buttare via qualcosa di buono che Dio ha seminato in noi, nel prossimo, nella vita che viviamo.

Se ci pensiamo bene, nelle lotte e nelle guerre coloro che si combattono sono spesso prigionieri di una valutazione errata che pone tutto il male nell’altro che va eliminato. I popoli sono ingannati nel considerare l’altro popolo come quel nemico che semina il male nella loro vita. Ed ecco così che avviene l’escalation dell’odio e della lotta.

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Così fanno i servi nel racconto della parabola. Questi servi vorrebbero subito eliminare quel male che soffoca il buon seme del grano, ma il loro padrone li invita ad avere pazienza.

Pazienza non significa stare fermi e subire senza fare nulla, ma significa attendere e iniziare ad operare per il bene senza fare il male. La pazienza ha una forza enorme perché aiuta a vedere anche il più piccolo seme di bene in ogni situazione e lo coltiva. Gesù era paziente nel coltivare il seme di Dio in ogni situazione, anche nei suoi amici così spesso incostanti e bellicosi. È la pazienza anche della Chiesa che in questi tempi di escalation di guerra continua a coltivare il seme del dialogo tra i popoli.

Il nemico del padrone ha seminato la zizzania in un momento di sonno. Gesù ci invita a rimanere svegli spiritualmente, perché non diventiamo superficiali e distratti con la vita e quello che ci succede attorno. In questo ci sostiene anche la preghiera e la lettura della Parola di Dio, che ci aiutano a non lasciarci addormentare dall’egoismo e dal pensare solo a noi stessi.

Con la forza della pazienza, da escalation di guerra saremo protagonisti di una escalation di fraternità mondiale… il vero frutto buono del seme del Vangelo.

Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)