don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 23 Aprile 2023

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Le domande della fede

In questi giorni sto seguendo i ragazzi della nostra parrocchia che si stanno preparando al Sacramento della Confermazione a fine mese. Al piccolo gruppo, oltre agli incontri in presenza, ho chiesto di inviarmi via messaggio alcune domande sulla religione e sulla loro esperienza di fede, avendo la massima libertà di chiedere tutto quello che vogliono. Ho detto loro di sentirsi liberi anche di non fare alcuna domanda e che questo non è obbligatorio per ricevere la Cresima.

Mi interessa davvero mettermi in ascolto e far sentire loro ascoltati, perché è proprio questo che a volte manca nell’esperienza di fede: sentirsi ascoltati nei propri dubbi e fatiche. Ma questo non è davvero scontato, anzi può capitare che come cristiani in fondo non ci facciamo più tante domande e non cerchiamo risposte, e allora sì che l’esperienza di fede si spegne, e sopravvive solo in qualche gesto religioso esteriore tradizionale che però non serve molto e non accende la vita interiore.

Farsi domande e ascoltare le domande, cercando insieme risposte vere, questa è l’esperienza vera di fede della comunità dei discepoli di Cristo.

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Ce lo ricorda in modo meraviglioso questa pagina del Vangelo di Luca che racconta l’incontro di Gesù appena risorto con due discepoli in cammino verso Emmaus. Siamo alla sera del giorno della resurrezione, e non solo la giornata è al tramonto ma appare al tramonto anche l’esperienza di fede di questi due che camminano tristi e si allontanano da quella esperienza iniziata bene ma finita male. I due discepoli che si allontanano da Gerusalemme sono delusi e spenti. Conoscono la storia di Gesù ma la sentono ormai lontana dalle loro attese, e sono profondamente delusi. Parlano di Gesù ma come fatto chiuso e morto.

Ma è proprio Gesù che si avvicina a loro e riattiva le loro domande con una domanda diretta al cuore: “Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?”. Questo misterioso personaggio che loro non riescono a vedere (non perché sia camuffato ma perché loro sono troppo chiusi per riconoscerlo) cerca di riattivare e “diseppellire” le loro domande, le loro delusioni e frustrazioni, perché a lui interessa come si sentono, quello che pensano, e vuole che torni il sole nella loro fede al tramonto. Gesù vuole che dentro il cuore dei discepoli ci sia uno spirito di ricerca, altrimenti il fuoco del suo amore non trova nulla su cui attecchire e svilupparsi!

Proprio una di queste sere con un piccolo gruppo di laici ci siamo chiesti come mai le varie proposte di catechesi sul Vangelo non riescono a coinvolgere la gran parte dei parrocchiani, a cominciare da quelli che sono anche più vicini e che partecipano alla messa domenicale. Si sono spente le domande della fede? Non ci si pone più interrogativi su Dio, sugli insegnamenti di Gesù, sul significato della vita cristiana e come viverla?

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Siamo senza domande? E come può la fede darci risposte se non abbiamo domande? Come riattivare le domande in modo da aprire mente e cuore alle risposte che Gesù vuole darci per scaldare il cuore?

Gesù risorto che cammina con i due discepoli vuole camminare anche con noi, e se apriamo almeno un po’ il cuore e la mente, dandoci del tempo di riflessione, sostando qualche istante in preghiera, ascoltando davvero quello che ci dice l’altro, allora sentiamo la sua domanda “Che cosa c’è nel tuo cuore che ti fa male? Quale dubbio e domanda girano nella tua mente su Dio e la vita?”. La domanda se la lasciamo emergere alla fine può trovare una risposta che non è mai definitiva ma inizia a scaldarci e prepara i nostri occhi a rivedere Gesù, non come immagine sbiadita di un passato che non torna, ma come vivente che cammina con noi.

Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)