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don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 12 Gennaio 2025

Stargate

L’evangelista Luca, narrando il Battesimo nel Giordano, episodio fondamentale all’inizio della vita pubblica di Gesù, è molto conciso sul gesto di immersione nell’acqua. Tuttavia, descrive in maniera più precisa quello che accade sopra l’acqua, anzi sopra le teste di Gesù e dei presenti: il cielo si apre, qualcosa di corporeo scende dall’apertura e si sente la voce di Dio.

Vignetta di don Giovanni Berti

Come spesso accade nei Vangeli, quello che viene descritto come fatto in realtà rappresenta una sintesi simbolica dell’esperienza profonda e spirituale di Gesù, che poi vuole parlare anche a noi oggi.

Questa descrizione del cielo che prodigiosamente si apre mi ha fatto venire in mente un film di fantascienza di 30 anni fa, intitolato “Stargate, la porta delle stelle”, che racconta del ritrovamento di un misterioso portale dell’antico Egitto. Questo portale permette di viaggiare tra le stelle. Con lo “stargate” i protagonisti possono in un sol balzo attraversare distanze impossibili e venire a contatto con una civiltà in un altro pianeta. Ed è proprio grazie a questa “porta aperta” che i nostri eroi riescono a liberare la popolazione aliena da una falsa divinità che, con la paura, l’ignoranza e la violenza, imponeva il proprio volere e la rendeva schiava.

Nel Vangelo, quel cielo che si apre e che fa sperimentare Dio in modo fisico e reale (la colomba e la voce) ci dice che la distanza tra Dio e l’umanità è annullata da Gesù. Egli si presenta come uno di noi, con una missione di liberazione.

Nel film “Stargate”, per rendere in modo efficace il passaggio dalla Terra al pianeta alieno attraverso la porta delle stelle, si vede come un velo d’acqua digitale nel quale i viaggiatori terrestri si immergono. Questo permette loro di compiere un vorticoso e istantaneo salto nel pianeta. Allo stesso modo, Gesù umilmente si immerge nell’acqua del fiume Giordano. Lo fa come tutti gli altri che erano lì con Giovanni il Battista per un rito penitenziale. In questo modo compie un salto istantaneo, portando tutto l’amore di Dio dentro la nostra storia.

Ed è per questo che Dio Padre, dal cielo, fa giungere il suo messaggio che conferma questo passaggio: “Tu sei il Figlio amato…”. L’uomo Gesù, con un aspetto che non ha nulla di divino, tremendo e potente, e con tutti i limiti e fragilità di ogni essere umano, è Dio! Con l’incarnazione di Gesù (che abbiamo celebrato nel Natale e nell’Epifania), Dio ha fatto il definitivo salto e si identifica con l’uomo Gesù. Lo chiama “figlio” e “amato” per dire che anche ognuno di noi, in quanto esseri umani, assomigliamo a Dio e siamo amati ancora prima di meriti e buone azioni.

Il Battesimo di Gesù è l’immersione (battesimo significa letteralmente “immersione”) di Dio dentro la storia. Allo stesso modo, il nostro battesimo cristiano è l’immersione di Dio nella nostra storia personale e di noi dentro Dio, azzerando ogni ostacolo tra cielo e terra.

Il Battesimo cristiano è una sorta di “stargate” che ci immerge nel pianeta di Dio e a sua volta immerge Dio nel pianeta della nostra vita. Lo fa per renderci liberi e per liberarci dalla schiavitù del pessimismo, dell’egoismo, delle paure e delle violenze.

Per tutta la vita, Gesù sentirà quella voce risuonare nel suo cuore, soprattutto nei momenti più difficili in cui sperimenterà tutto il limite e la precarietà della vita umana, persino sulla croce. Gesù sentirà che è figlio di Dio, che assomiglia a Dio nell’amore, e in questo amore è immerso.

Il Battesimo che ci ha reso cristiani è da vivere così. È per questo motivo che è necessario conoscere e immergersi nella vita di Gesù come è narrata nei Vangeli. Anche il Vangelo è una specie di “stargate” che ci porta a sentire vivo Gesù e a sentire che possiamo vivere come lui. Il Vangelo ci ricorda che siamo “figli amati” sempre. La nostra prima e unica missione è far sì che tutti si sentano figli e, soprattutto, amati.

La porta che si apre nei cieli con Gesù, in questo anno di Giubileo, diventa anche un rito, quello del passaggio attraverso le “porte sante” di Roma. Non tutti noi avremo la possibilità di andare a Roma per compiere quel gesto simbolico. Ma tutti, ovunque siamo e viviamo, possiamo passare la “porta santa” della fede attraverso lo “stargate” della preghiera e della carità concreta, immergendoci dentro la vita di Gesù e lasciando che Gesù si immerga, si battezzi, nella nostra.

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Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)