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don Gianni Carozza – Commento al Vangelo del 30 Marzo 2025

La quarta domenica di Quaresima è caratterizzata dalla gioia: la liturgia inizia con l’antifona tratta dal profeta che invita a rallegrarsi; il colore dei paramenti è attenuato rispetto al viola penitenziale e il rosaceo accenna proprio alla gioia, alla fioritura della primavera.

È la misericordia di Dio che fa rifiorire la nostra vita, come racconta la splendida parabola della misericordia del Padre e dei suoi due figli, che presenta la pagina del Vangelo.

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Il figlio minore rappresenta la nostra storia, storia di perdizione e di salvezza, di peccato e di grazia. Perché ha abbandonato la casa? Il Vangelo non spiega. E forse sarebbe difficile spiegare. Il ribelle che aveva lasciato spavaldamente la casa, in poco tempo perde tutto: i soldi, gli amici, la libertà.

Quando io – che sono quel figlio ribelle – ho capito di aver bisogno di lui, e torno, egli è però pronto ad accogliermi con una pazienza e un amore infinito. Ha compassione di me. Questo è un verbo bellissimo.

Nell’originale greco Luca adopera un’espressione particolare che indica quell’amore viscerale tipico di una mamma per il suo bambino. Dio si paragona a un padre che ha l’affetto di una madre, sente questa compassione viscerale e profonda per il figlio, gli corre incontro, gli si getta al collo e lo bacia. […]

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