La grammatica della preghiera
Dopo aver affrontato il tema della cura e dellโascolto, lโevangelista Luca ci parla della preghiera: Gesรน insegna a noi, suoi discepoli, a pregareย con il suo stile di figlio.
Il Padre nostro che recitiamo abitualmente รจ una preghiera che non resta sulle labbra, ma si fa vita autentica, intreccio di lode, fiducia, richiesta di perdono e impegno verso il prossimo,ย una fraternitร concretaย che nasce dal cuore del Padre. Il titolo di Padre con cui apriamo la preghiera รจ lโindizio dellaย fiducia. La paternitร di Dio si rivela nella cura per le sue creature, anche quando dei figli non capiscono, non comprendono il bene che il Padre vuole loro. Non un Dio distante o formale, ma un Padre cheย accoglie e protegge, evocando il legame profondo di fiducia e amore tra creatore e creatura.
Santificare il nome di Dio vuol dire, con un linguaggio da bambini, far fare bella figura al Padre. Il nome infatti รจ la realtร stessa della persona. Un bambino puรฒ far fare brutta figura ai genitori, se si comporta male. Per questo gli chiediamo tutti i giorni, piรน volte al giorno: ยซAiutaci a rendere santo il tuo nome, a presentarti bene, perchรฉ chi vede noi dia gloria a teยป. Venga il tuo regno, Signore vuol dire: ยซSii tu a regnare nella mia vitaยป. Sono io che esprimo il desiderio di lasciar comandare Dio.
Il pane quotidiano rappresenta le necessitร concrete della vita, ma anche un simbolo della fiducia nella Provvidenza di Dio, che si prende cura di ogni aspetto dellโesistenza.
Perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, esprimeย il legameย inscindibileย tra il perdono ricevuto da Dio e la capacitร di perdonare gli altri, condizione necessaria per una vita autenticamente cristiana. E nonย abbandonarci alla tentazione: lo supplichiamo perchรฉ ci tenga per mano nel momento della difficoltร , perchรฉ con lui siamo al sicuro.ย […] CONTINUA SU FAMIGLIA CRISTIANA
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