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don Gianni Carozza – Commento al Vangelo del 26 Ottobre 2025

Specchi di vanità e giustizia

Gesù racconta un’altra parabola a proposito della preghiera: dopo quella della vedova insistente presenta due uomini che pregano, ma con atteggiamenti diversi. Gesù dice che la preghiera di uno non serve a niente, mentre la preghiera dell’altro gli cambia la vita. Il fariseo e il pubblicano appartengono allo stesso popolo, salgono allo stesso tempio, pregano lo stesso Dio. Eppure vivono la religione in due modi opposti: il fariseo la vive come legge, il pubblicano come grazia.

Il fariseo non è un ipocrita: osserva i comandamenti, digiuna più del necessario, paga le decime persino oltre il prescritto. Ma proprio qui sta l’inganno: la sua religione funziona anche senza Dio. La legge prende il posto di Dio, e la sua giustizia diventa autosufficienza. Non ha nulla da chiedere, e così nulla riceve. È il rischio di ogni religione ridotta a norme e doveri: Dio diventa superfluo.

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Il pubblicano, al contrario, è un peccatore vero, non immaginario. Colluso con i Romani, arricchito a spese del popolo, vive in una situazione morale compromessa. Eppure trova la forza di bussare a Dio: non presenta meriti, non cerca scuse, non alza neppure gli occhi al cielo. Solo una supplica: «O Dio, abbi pietà di me peccatore!». […] CONTINUA SU FAMIGLIA CRISTIANA