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don Gianni Carozza – Commento al Vangelo del 19 Ottobre 2025

La forza del cuore ostinato

Gesù racconta la parabola della vedova che, pur essendo ignorata da un giudice ingiusto, non smette di chiedere giustizia. La vedova, figura fragile e sola, prende iniziativa di fronte al giudice ingiusto con parole decise: «Fammi giustizia!».

Le sue parole ricordano quelle del salmista: «Fammi giustizia, o Dio, difendi la mia causa contro gente spietata; liberami dall’uomo perfido e perverso» (Salmo 42,1). All’inizio il giudice resta indifferente, ma alla fine cede per stanchezza, riconoscendo la forza della sua insistenza. Gesù sottolinea che, se persino un uomo ingiusto può accogliere chi è costante, quanto più Dio, Padre buono e giusto, ascolterà chi lo invoca con cuore fiducioso.

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Molti cristiani possono riconoscersi nella fatica della vedova. La preghiera non è sempre facile, gioiosa o immediata; spesso è accompagnata da dubbi, attese e silenzi. Tuttavia, proprio nella perseveranza si manifesta un dono straordinario: la consapevolezza della propria condizione filiale e la certezza della vicinanza di Dio. Sant’Agostino osserva: «Sicuri di questa sua promessa non cessiamo di pregare, sapendo che anche questo è suo dono».

Già il semplice atto di chiedere è una grazia, e talvolta, nel chiedere, si manifesta un primo segno di esaudimento. Ecco perché ai discepoli scoraggiati Gesù indica la preghiera perseverante come strada di resistenza interiore. Non è una questione di sentimentalismo, ma di combattimento spirituale: la fede che lotta contro la sfiducia, l’“io che crede” che deve continuamente contrastare l’“io che dubita” o si chiude nell’indifferenza. […] CONTINUA SU FAMIGLIA CRISTIANA